| Governo Delvina | |
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| Stato | |
| Capo del governo | Sulejman Delvina (Ind.) |
| Giuramento | 30 gennaio 1920 |
| Dimissioni | 14 novembre 1920 |
| Governo successivo | 19 novembre 1920 |
Il governo Delvina è stato il 6° governo dell'Albania, in carica dal 30 gennaio al 19 novembre 1920, per un totale di 9 mesi e 20 giorni.
A causa degli insuccessi della delegazione guidata dal Primo ministro Turhan Pasha Përmeti presso la conferenza di pace di Parigi, unitamente al fatto che l'esecutivo fosse visto come troppo debole e succube degli italiani, il 28 gennaio 1920 56 tra i principali leader politici dell'Albania decisero di riunirsi nella città di Lushnjë, avviando così i lavori del cosiddetto Congresso di Lushnjë. Durante il congresso, fu stabilita la sostituzione del terzo governo Përmeti con un nuovo esecutivo, guidato da Sulejman Delvina, venne redatto un nuovo statuto e la capitale venne trasferita da Durazzo a Tirana.
Tra le prime azioni del nuovo governo, ci fu la collaborazione con le truppe italiane per riprendere il controllo della parte centro-settentrionale del paese, ancora sotto il controllo delle formazioni fedeli ad Essad Pascià Toptani, e la stipula di un accordo di mutuo sostegno con i greci.
Nel frattempo le truppe italiane erano state confinate nella zona di Valona e sull'isola di Saseno, ma dopo il rifiuto da parte del generale Settimio Piacentini di cedere il distretto di Valona al governo albanese, violente manifestazioni scoppiarono il 4 giugno 1920 in tutta la regione, con ripercussioni anche sul territorio italiano: a fine mese infatti, un gruppo di bersaglieri rifiutò di partire per l'Albania, dando il via ad una seria di scontri e proteste noti come la rivolta dei Bersaglieri (o rivolta di Ancona, dalla città da cui partì l'insurrezione). Dopo una situazione di stallo, il 2 agosto i due governi firmarono il cosiddetto Trattato di Tirana, con cui l'Italia si impegnava formalmente ad abbandonare Valona, conservando solamente il controllo sull'isola di Saseno; con questo trattato l'Italia riconobbe ufficialmente l'indipendenza albanese, stabilendo allo stesso tempo la sua sfera di influenza.
Il 15 giugno venne sciolta ufficialmente la Repubblica Autonoma di Coriza con l'abbandono delle truppe francesi.
| Ufficio del Primo ministro | ||||
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| Carica | Titolare | Partito | ||
| Primo ministro | Sulejman Delvina | Indipendente | ||
| Vice Primo ministro | Eshref Frashëri | Indipendente | ||
| Ministri senza portafoglio | ||||
| Bajram Curri | Indipendente | |||
| Spiro Jorgo Koleka | Indipendente | |||
| Hysen Vrioni | Indipendente | |||
| Ministeri | ||||
| Ministri | Partito | |||
| Lavori pubblici | Eshref Frashëri | Indipendente | ||
| Affari esteri | Mehmet Konica | Indipendente | ||
| Affari interni | Ahmet Zogu | Indipendente | ||
| Finanze | Ndoc Çoba | Indipendente | ||
| Giustizia | Hoxha Kadri | Indipendente | ||
| Guerra | Ali Riza Kolonja | Indipendente | ||
| Istruzione | Sotir Peci | Indipendente | ||
| Fonte: | ||||