In algebra, un ideale è un sottoinsieme di un anello chiuso rispetto alla somma interna, all'opposto e al prodotto con qualsiasi elemento dell'anello.
Sia un anello con le operazioni e . Un sottoinsieme di è un ideale destro se:
e ideale sinistro se:
Un ideale che sia contemporaneamente destro e sinistro si dice ideale bilatero. Nel caso particolare in cui sia un anello commutativo le nozioni date coincidono e parliamo semplicemente di ideale.
Per semplicità diamo le definizioni seguenti solo in un anello commutativo.
Un ideale è un ideale proprio se è un sottoinsieme proprio di , cioè non coincide con . Un ideale proprio è un ideale massimale se non è contenuto strettamente in nessun altro ideale proprio. Un ideale proprio è un ideale primo se per ogni elemento in , almeno uno dei due elementi o appartiene ad .
Se ogni elemento di può essere scritto come
dove è un elemento di e è un sottoinsieme finito fissato di , diciamo che è finitamente generato e si scriverà . Se è generato da un solo elemento diciamo che è un ideale principale.
Il concetto di ideale fu introdotto da Ernst Kummer, per generalizzare il teorema fondamentale dell'aritmetica, che asserisce l'unicità della scomposizione di un numero intero in fattori primi. Tale unicità non è più valida se si considerano estensioni dei numeri interi, come l'anello
Ad esempio, il numero 6 ha due possibili scomposizioni in numeri primi:
I primi , e , consentono una scomposizione unica di , tuttavia essi non appartengono a , anche se vi appartiene ogni loro prodotto. Per tale caratteristica, Kummer denominò questi numeri come "primi ideali", dimostrando la decomposizione unica degli ideali in ideali primi per molte estensioni di . Gli ideali furono pertanto definiti come gli insiemi formati dai prodotti di numeri ideali; a partire da questa idea, Richard Dedekind diede nel 1871 la definizione attuale di ideale.
Si definiscono somma e prodotto di ideali gli ideali definiti nel seguente modo:
e
Il prodotto di ideali è contenuto nella loro intersezione, mentre l'unione di due ideali è contenuta nella loro somma.
L'intersezione di due ideali è ancora un ideale, mentre l'unione non sempre.
Un'altra operazione è il radicale di un ideale.
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