Teorema binomiale

Il triangolo di Tartaglia è una disposizione geometrica dei coefficienti binomiali

In algebra, il teorema binomiale (o anche formula di Newton, binomio di Newton e sviluppo binomiale) esprime lo sviluppo della potenza n-esima di un binomio qualsiasi mediante la formula

(a+b)n=∑k=0n(nk)an−kbk,

in cui il fattore (nk) rappresenta il coefficiente binomiale ed è sostituibile con n!k!(n−k)!. Tali coefficienti sono peraltro gli stessi che si trovano nel noto triangolo di Tartaglia.

Lo sviluppo vale per ogni coppia di numeri reali o complessi, ma più in generale vale in ogni anello commutativo.

Come esempio di applicazione della formula, riportiamo i casi relativi a n=2, n=3 ed n=4:

(x+y)2=x2+2xy+y2
(x+y)3=x3+3x2y+3xy2+y3
(x+y)4=x4+4x3y+6x2y2+4xy3+y4.

Nel caso in cui n sia un numero reale o complesso, la somma finita è sostituita da una serie infinita. Questa formula generalizzata, nel caso di n reale positivo, fu realizzata da Isaac Newton (da cui il nome).

Esposizione

«Il binomio di Newton è bello come la Venere di Milo, peccato che pochi se ne accorgano.»

È possibile, secondo il teorema, sviluppare una qualunque potenza intera di (a+b) in una sommatoria nella forma

(a+b)n=(n0)anb0+(n1)an−1b1+(n2)an−2b2+(n3)an−3b3+⋯⋯+(nn−1)a1bn−1+(nn)a0bn,

dove (nk) rappresentano i coefficienti binomiali. Utilizzando la notazione di sommatoria, la stessa formula può essere scritta:

(a+b)n=∑k=0n(nk)an−kbk.

Una variante di questa formula binomiale può essere ottenuta sostituendo 1 ad a e a a b, considerando quindi una sola variabile. In questa forma, si ha:

(1+a)n=(n0)a0+(n1)a1+(n2)a2+⋯+(nn−1)an−1+(nn)an,

o, in maniera equivalente,

(1+a)n=∑k=0n(nk)ak.

Prima dimostrazione (induttiva)

Il teorema binomiale può essere dimostrato per induzione. Infatti è possibile introdurre per tale teorema un passo base per cui esso risulta banalmente vero

(a+b)1=∑k=01(1k)a(1−k)bk=a+b

e provare con il passo induttivo la veridicità del teorema per un esponente n qualsiasi. Infatti presa per corretta l'espressione

(a+b)n=∑k=0n(nk)a(n−k)bk,

si ha

(a+b)n+1=(a+b)(a+b)n
=(a+b)∑k=0n(nk)an−kbk

e moltiplicando la sommatoria per (a+b) si ha

=∑k=0n(nk)an+1−kbk+∑k=0n(nk)an−kbk+1,

da cui

 ∑k=0n(nk)an+1−kbk
=(n0)an+1+∑k=1n(nk)an+1−kbk
=(n0)an+1+∑k=0n−1(nk+1)an+1−(k+1)bk+1
=(n0)an+1+∑k=0n−1(nk+1)an−kbk+1.

Inoltre

 ∑k=0n(nk)an−kbk+1
=∑k=0n−1(nk)an−kbk+1+(nn)bn+1.

Utilizzando nel primo passaggio la proprietà del coefficiente binomiale

(n+1k+1)=(nk+1)+(nk)

si ha che

(a+b)n+1
=(n0)an+1+∑k=0n−1((nk)+(nk+1))an−kbk+1+(nn)bn+1
=(n0)an+1+∑k=0n−1(n+1k+1)an−kbk+1+(nn)bn+1
=(n0)an+1+∑k=1n(n+1k)an+1−kbk+(nn)bn+1.

Poiché infine

(n0)=(n+10)=1

e

 (nn)=(n+1n+1)=1,

si ha che

(n0)an+1+∑k=1n(n+1k)an+1−kbk+(nn)bn+1=(n+10)an+1+∑k=1n(n+1k)an+1−kbk+(n+1n+1)bn+1

e si ottiene l'espressione formale dello sviluppo della potenza successiva del binomio

(a+b)n+1=∑k=0n+1(n+1k)a(n+1)−kbk

che conferma la tesi.

Seconda dimostrazione (combinatoria)

Se scriviamo (a+b)n come il prodotto

(a+b)(a+b)(a+b)…

con n fattori, è evidente che il numero delle volte in cui compare nello sviluppo il termine an−kbk è pari al numero di combinazioni che si possono ottenere prendendo n−k volte a e k volte b dai fattori del prodotto, numero che è dato proprio da (nk).

Poiché per la proprietà distributiva il prodotto è dato dalla somma di questi termini al variare di k da 0 a n, si ha subito la tesi.

Caso di esponente generale

La definizione fornita del binomio di Newton è valida solo per n numero naturale. È tuttavia possibile fornire una generalizzazione valida per (1+x)α, α∈ℝ, nonché approssimarla in un intorno destro dello 0 con una serie di Taylor.

Nella pratica si usano spesso solo i primi due termini della serie, ossia (1+x)α=1+αx+o(x), dove il resto o(x) indica un infinitesimo di ordine superiore al primo.

Lo sviluppo completo è

(1+x)α=1+αx+α(α−1)2x2+α(α−1)(α−2)6x3+⋯+(αk)xk+o(xk),

dove (αk) è il coefficiente binomiale generalizzato, dato da

(αk)=α(α−1)…(α−k+1)k!.

Dimostrazione

Lo sviluppo attorno all'origine della funzione (1+x)α è

(1+x)α=(1+x)x=0α+((1+x)α)x′=0′1!x+((1+x)α)x″=0″2!x2+⋯+((1+x)α)x=0(k)k!xk+…

e, poiché

((1+x)α)x′=0′=α(1+x)x=0α−1=α
⋮⋮
((1+x)α)x=0(i)=α(α−1)…(α−i+1)(1+x)x=0α−i=α(α−1)…(α−i+1)

si ottiene

(1+x)α=1+αx+α(α−1)2!x2+⋯+α(α−1)…(α−k+1)k!xk+…

che è la formula di cui sopra. Troncando la serie al k-esimo termine, l'errore che si ottiene è un infinitesimo di ordine o(xk).

Note

  1. ↑ (EN) The Story of the Binomial Theorem by J. L. Coolidge, su jstor.org, The American Mathematical Monthly, 1949, 147–157.
  2. ↑ I coefficienti binomiali e il binomio di Newton (PDF), su lsgobetti.it. URL consultato il 22 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 3 settembre 2013).

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