Polinomio

In matematica un polinomio (dal greco "polys", che significa "molti", e "nomos", che significa "termini") è un'espressione composta da numeri, chiamati coefficienti del polinomio, e indeterminate (che possono essere pensate come variabili), legate da operazioni di addizione, sottrazione e moltiplicazione. Ciascuno degli elementi di un polinomio al cui interno non compaiono addizioni o sottrazioni prende il nome di monomio.

Ad esempio:

è un polinomio composto dai tre monomi , e .

Un polinomio definisce una funzione nello spazio dei suoi coefficienti, attribuendo al suo argomento (in questo caso la ) il valore dato dalla sua espressione simbolica calcolata in esso.

Ad esempio, il polinomio

definisce una funzione reale di variabile reale.

Costruito un polinomio qualsiasi, le radici del polinomio sono definite dall'insieme di quei valori che, sostituiti alle variabili, danno all'espressione polinomiale valore nullo. Ad esempio, ha come radici i valori e , poiché sostituendoli nell'espressione del polinomio si ha

I polinomi sono oggetti matematici di fondamentale importanza, alla base soprattutto dell'algebra, ma anche dell'analisi e della geometria analitica.

Nomenclatura

Un polinomio può essere classificato in base al numero dei suoi termini, al loro grado o ad altre proprietà strutturali:

ridotto in forma normale diventa
è omogeneo di grado .

Ulteriori denominazioni

Due polinomi sono considerati uguali se, dopo essere stati ridotti in forma normale, hanno gli stessi termini, a meno dell'ordine. Quindi i polinomi seguenti sono uguali:

Il grado di un polinomio non nullo e ridotto in forma normale è il massimo grado dei suoi monomi, mentre il grado parziale rispetto a una variabile è il grado risultante considerando tutte le altre variabili come coefficienti. Quindi

ha grado , mentre ha grado parziale rispetto sia a che a .

Si dicono coefficienti di un polinomio i coefficienti dei suoi singoli termini. Quindi i coefficienti di sono rispettivamente , e : il coefficiente in un monomio è solitamente sottinteso.

Il termine noto di un polinomio ridotto in forma normale è l'unico monomio (se esiste) di grado zero, cioè non contenente variabili. Se non esiste un tale monomio, il termine noto è considerato generalmente inesistente o uguale a zero, secondo il contesto. Ad esempio, in

il termine noto è l'ultimo monomio: .

Operazioni con i polinomi

Due polinomi possono essere sommati, sottratti, e moltiplicati usando le usuali proprietà commutativa, associativa e distributiva delle operazioni di somma e prodotto. Ad esempio, se

allora la somma ed il prodotto di e sono rispettivamente

Somme e prodotti di polinomi danno come risultato un polinomio.

Somma di due polinomi

Il grado (degree) della somma o differenza di due polinomi è minore o uguale al polinomio di grado maggiore:

È sempre uguale al massimo tra i due, quando i due polinomi hanno grado differente.

Esempi:

Prodotto di un polinomio per un numero

Il grado del prodotto di un polinomio per un numero (diverso da zero) è uguale al grado del polinomio:

Esempio:

Si noti che questo non è sempre vero per i polinomi definiti su un anello che contiene un divisore di zero. Ad esempio, in , , ma . L'insieme dei polinomi aventi coefficienti da un dato campo e grado minore o uguale a forma uno spazio vettoriale (questo insieme non è un anello, e non è chiuso, come mostrato in precedenza).

Moltiplicazione di due polinomi

Il grado del prodotto di due polinomi definiti su un campo (oggetto in cui sono definite le operazioni di somma e prodotto, con certe proprietà) oppure su un dominio d'integrità, è uguale alla somma dei gradi dei due polinomi:

Esempio:

Si noti che ciò non è sempre vero per i polinomi definiti su un anello arbitrario. Ad esempio, in , , ma .

Composizione di due polinomi

Il grado della composizione di due polinomi e a coefficienti non costanti è uguale al prodotto dei rispettivi gradi:

Esempio:

Si noti che ciò non è sempre vero per i polinomi definiti su un anello arbitrario. Ad esempio, in , , ma .

Grado del polinomio zero

Come qualsiasi valore costante, il valore zero può essere considerato come un polinomio (costante), detto polinomio nullo. Questo polinomio non ha termini che non siano nulli, e perciò, propriamente non ha un grado, vale a dire che il suo grado è indefinito. Le proposizioni precedenti sul grado della somma, prodotto e composizione di polinomi non si applicano se anche uno dei due è un polinomio nullo.

Tuttavia altre convenzioni definiscono il grado del polinomio zero come un numero negativo (spesso ) o come . La convenzione scelta dipende dal contesto in cui vengono utilizzati o studiati i polinomi.

Ponendo il grado del ppolinomio nullo come un numero negativo valgono le formule sul grado della somma e del prodotto, ma non quella della composizione.

Ponendo invece il grado del polinomio nullo valgono sia le formule di somma e prodotto che quella della composizione di polinomi, infatti:

e

I seguenti esempi illustrano come questa estensione soddisfi le formule di somma, prodotto e composizione di due polinomi:

Riduzione delle variabili

In un polinomio, è spesso utile considerare alcune variabili come costanti. Ad esempio, il polinomio

può essere considerato anche come polinomio in soltanto, dando a il ruolo di un valore costante. Alternativamente, può essere visto come polinomio in soltanto. Le proprietà dei polinomi che ne risultano possono essere molto diverse tra loro: qui ad esempio ha grado rispetto a , e solo rispetto a . Ad esempio, il polinomio

è di grado , ma se visto soltanto nelle singole variabili o o ha grado rispettivamente , e .

Polinomi di una sola variabile

Un polinomio generico con una sola variabile si può rappresentare con la seguente scrittura:

con diverso da zero. Con questa scrittura, è il termine noto e è il grado. Il coefficiente del monomio di grado massimo del polinomio è detto coefficiente direttivo o coefficiente direttore.

Un tale polinomio è detto:

Radici di un polinomio

Lo stesso argomento in dettaglio: Radice (matematica).

Una radice di un polinomio in una sola variabile è un numero tale che

cioè tale che, sostituito a , rende nulla l'espressione. Quindi se

il numero è radice se

Nel caso di polinomi a coefficienti reali l'insieme delle radici reali di un polinomio si può visualizzare sul piano cartesiano come l'intersezione del grafico della funzione polinomiale con l'asse delle ascisse.

In un dominio, un polinomio di grado può avere al più radici distinte. Esistono polinomi senza radici reali, come ad esempio

poiché per ogni reale. D'altra parte, per il teorema fondamentale dell'algebra ogni polinomio complesso ha esattamente radici complesse, contate con molteplicità. Inoltre, per il teorema delle radici complesse coniugate, se è una radice di un polinomio a coefficienti reali, allora anche il suo complesso coniugato è una radice.

Nella scuola vengono insegnate formule per trovare le radici dei polinomi di primo e secondo grado. Esistono formule analoghe per esprimere la radici di un polinomio di terzo e quarto grado in termini dei coefficienti, utilizzando solamente le quattro operazioni ed estrazioni di radice (la cosiddetta risoluzione per radicali). È stato invece dimostrato nella teoria di Galois che non esiste una formula generale di questo tipo per polinomi dal quinto grado in su.

Funzioni polinomiali

Sia un anello. A un polinomio

a coefficienti in si può associare una funzione polinomiale, che è la funzione da in sé definita da

per . Se è finito, allora polinomi diversi possono dare luogo alla stessa funzione. Per esempio se è il campo con un numero primo di elementi, allora al polinomio nullo e al polinomio è comunque associata, per il piccolo teorema di Fermat, la funzione che manda ogni elemento di in zero. Lo stesso può valere se è infinito, ma non è un dominio, per esempio se è un'algebra esterna infinita, in cui vale per ogni .

Se invece è un dominio infinito, allora vale il seguente principio d'identità dei polinomi, che afferma che a polinomi diversi sono associate funzioni polinomiali diverse (cioè la funzione sopra descritta che associa a un polinomio una funzione polinomiale è iniettiva):

due polinomi e a coefficienti in un dominio infinito tali che per ogni sono uguali.

Questo dipende dal fatto che in un dominio un polinomio non nullo ha solo un numero finito di radici.

Negli esempi che seguono, fissiamo eguale al campo dei numeri reali. A seconda del grado,

un polinomio di grado è una funzione costante,
un polinomio di grado è una funzione lineare,
un polinomio di grado è una funzione quadratica o conica,
un polinomio di grado è una funzione cubica.

Esempi

Polinomio di grado 2:
f(x) = x2 - x - 2
= (x+1)(x-2)
Polinomio di grado 3:
f(x) = x3/5 + 4x2/5 - 7x/5 - 2
= 1/5 (x+5)(x+1)(x-2)
Polinomio di grado 4:
f(x) = 1/14 (x+4)(x+1)(x-1)(x-3) + 0.5
Polinomio di grado 5:
f(x) = 1/20 (x+4)(x+2)(x+1)(x-1)(x-3) + 2

Derivata

Una funzione polinomiale a coefficienti reali

è derivabile e la sua derivata è ancora un polinomio,

Ragionando quindi induttivamente, si può quindi affermare che le funzioni polinomiali sono infinitamente derivabili (o lisce) e che la derivata (n+1)-esima di un polinomio di grado è la funzione nulla. In realtà esse sono anche funzioni analitiche.

Anello di polinomi

Lo stesso argomento in dettaglio: Anello dei polinomi.

Dato un anello , il simbolo

denota l'insieme di tutti i polinomi nelle variabili con coefficienti in . Ad esempio, può essere un campo come quello dei numeri reali o complessi.

L'insieme risulta essere anch'esso un anello, l'anello dei polinomi in variabili con coefficienti in . Lo studio delle proprietà di questo anello è una parte importante dell'algebra e della geometria algebrica.

Se è un campo, l'anello dei polinomi è un'algebra su , e quando è anche un anello euclideo, nel senso che i polinomi possono essere divisi con quoziente e resto come i numeri interi (se questo non è vero poiché l'anello di polinomi non è un dominio ad ideali principali).

Esempi

Derivata formale

Lo stesso argomento in dettaglio: Algebra differenziale.

Il calcolo della derivata di un polinomio si estende come "definizione" di derivata (chiamata derivata formale) nel caso in cui il polinomio abbia coefficienti in un anello , anche in assenza del calcolo infinitesimale. Molte delle proprietà della derivata si estendono anche alla derivata formale.

Somme di potenze di radici

Siano le radici di un polinomio di grado , e sia . Allora

Casi particolari

Caso particolare n = 2

Per le relazioni tra radici e coefficienti, un polinomio di secondo grado si può scrivere nella forma

dove

Allora

Caso particolare n = 3

Per le relazioni tra radici e coefficienti un polinomio di terzo grado si può scrivere nella forma

dove

Allora

Note

  1. ↑ (EN) Eric W. Weisstein, Polinomio, in MathWorld, Wolfram Research.
  2. ↑ Shafarevich (2003) afferma riguardo al polinomio zero: "In questo caso, noi consideriamo che il grado del polinomio non è definito." (p. 27)
    Childs (1995) usa −1. (p. 233)
    Childs (2009) usa −∞ (p. 287), tuttavia esclude il polinomio zero nella sua Proposition 1 (p. 288) e in seguito spiega che questa proposizione 1 porta ad introdurre il polinomio zero "con la ragionevole assunzione che + m = per qualsiasi m intero ovvero m = ".
    Axler (1997) usa −∞. (p. 64)
    Grillet (2007) afferma: "Il grado del polinomio zero a volte non è definibile, altre volte è definito in vario modo come −1 ∈ ℤ oppure come , in quanto deg 0 < deg A per ogni A ≠ 0." (dove A è un polinomio.). Tuttavia, l'autore esclude il polinomio zero Proposition 5.3. (p. 121)
  3. ↑ Axler (1997) dà queste regole e afferma: "The 0 polynomial is declared to have degree so that exceptions are not needed for various reasonable results." (p. 64)

Bibliografia

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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