Additivo alimentare

Formulazioni di lecitina

Un additivo alimentare è una sostanza impiegata nell'industria alimentare durante la preparazione, lo stoccaggio e la commercializzazione di prodotti destinati all'alimentazione.

Regolamentazione europea

Il Regolamento (CE) n. 1333/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo agli additivi alimentari, art. 3, comma 2.a, definisce additivo alimentare:

«[...] qualsiasi sostanza abitualmente non consumata come alimento in sé e non utilizzata come ingrediente caratteristico di alimenti, con o senza valore nutritivo, la cui aggiunta intenzionale ad alimenti per uno scopo tecnologico nella fabbricazione, nella trasformazione, nella preparazione, nel trattamento, nell'imballaggio, nel trasporto o nel magazzinaggio degli stessi, abbia o possa presumibilmente avere per effetto che la sostanza o i suoi sottoprodotti diventino, direttamente o indirettamente, componenti di tali alimenti;»

Sempre in base a tale regolamento, non vengono dunque considerati additivi alimentari:

«i) i monosaccaridi, disaccaridi od oligosaccaridi e gli alimenti contenenti tali sostanze utilizzati per le loro proprietà dolcificanti;

ii) gli alimenti, essiccati o concentrati, compresi gli aromi, incorporati durante la fabbricazione di alimenti composti per le loro proprietà aromatiche, di sapidità o nutritive associate a un effetto colorante secondario;

iii) le sostanze utilizzate nei materiali di copertura o rivestimento, che non fanno parte degli alimenti e non sono destinati a essere consumati con i medesimi;

iv) i prodotti contenenti pectina e derivati dalla polpa di mela essiccata o dalla scorza di agrumi o cotogni, ovvero da una miscela di tali sostanze, per azione di acido diluito seguita da parziale neutralizzazione con sali di sodio o di potassio («pectina liquida»);

v) le basi per gomma da masticare;

vi) la destrina bianca o gialla, l’amido arrostito o destrinizzato, l’amido modificato mediante trattamento acido o alcalino, l’amido bianchito, l’amido modificato fisicamente e l’amido trattato con enzimi amilolitici;

vii) il cloruro d’ammonio;

viii) il plasma sanguigno, la gelatina alimentare, le proteine idrolizzate e i loro sali, le proteine del latte e il glutine;

ix) gli amminoacidi e i loro sali diversi dall’acido glutammico, la glicina, la cisteina e la cistina e i loro sali non aventi una funzione tecnologica;

x) i caseinati e la caseina;

xi) l’inulina;»

Molte sostanze impiegate come additivi alimentari sono presenti anche in natura nella frutta, nella verdura, in una serie di alimenti come il tuorlo d'uovo, i fagioli di soia, le arachidi e il mais, negli animali e nei minerali. Si suddividono in:

Devono essere chiaramente indicate nell'etichetta apposta sull'alimento messa a disposizione del consumatore. Quando non sono destinati alla vendita ai consumatori finali e vengono venduti separatamente o in associazione ad altri additivi e/o ad altri ingredienti alimentari e/o ai quali sono aggiunte altre sostanze, devono presentare un'apposita etichetta. Tutti gli additivi autorizzati a livello europeo sono contrassegnati da una sigla numerica preceduta dalla lettera E.

Esistono alcuni alimenti a cui non possono essere aggiunti additivi alimentari a causa del "principio del trasferimento":

Esistono alcuni alimenti a cui non possono essere aggiunti coloranti a causa del "principio del trasferimento":

Norme internazionali

Gli additivi subiscono a livello europeo e internazionale un processo di valutazione della sicurezza prima di essere autorizzati per l'uso alimentare. In Europa la valutazione viene effettuata dall'Agenzia per la Sicurezza Alimentare (EFSA), e a livello internazionale dal Comitato congiunto di esperti sugli additivi alimentari (JECFA - Joint Expert Committee on Food Additives) dell'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Classificazione

In base al numero
100-199
Coloranti
100-109 – gialli
110-119 – arancione
120-129 – rossi
130-139 – blu e violetti
140-149 – verdi
150-159 – marroni e neri
160-199 – altri
200-299
Conservanti
200-209 – sorbati
210-219 – benzoati
220-229 – solfuri
230-239 – fenoli e formiati
240-259 – nitriti e nitrati
260-269 – acetati
270-279 – lattati
280-289 – propionati
290-299 – altri
300-399
Antiossidanti e correttori di acidità
300-309 – ascorbati (vitamina C)
310-319 – gallati e eritorbati
320-329 – lattati
330-339 – citrati e tartrati
340-349 – fosfati
350-359 – malati e adipati
360-369 – succinati e fumarati
370-399 – altri
400-499
Addensanti, stabilizzanti e emulsionanti
400-409 – alginati
410-419 – gomma naturale
420-429 – altri agenti naturali
430-439 – derivati del poliossietilene
440-449 – emulsionanti naturali
450-459 – fosfati
460-469 – derivati della cellulosa
470-489 – derivati degli acidi grassi
490-499 – altri
500-599
Regolatori di acidità e antiagglomeranti
500-509 – acidi e basi inorganiche
510-519 – cloruri e solfati
520-529 – solfati e idrossidi
530-549 – sali dei metalli alcalini
550-559 – silicati
570-579 – stearati e gluconati
580-599 – altri
600-699
Esaltatori di sapidità
620-629 – glutammati
630-639 – inosinati
640-649 – altri
900-999
Vari
900-909 – cere
910-919 – glasse
920-929 – agenti ausiliari
930-949 – gas per confezionamento
950-969 – dolcificanti
990-999 – schiumogeni
1100-1599
Altri prodotti
Sostanze che non rientrano nelle classificazioni sopra indicate

Si noti che non tutti i composti rientrano negli intervalli numerici indicati e alcuni, specialmente nell'intervallo E400-499, hanno più applicazioni.

E100-E199 (coloranti)

E100-E109 Gialli

E110-E119 Arancioni

E120-E129 Rossi

E130-E139 Blu e violetti

E140-E149 Verdi

E150-E159 Marroni e neri

E160-E182 Altri

E200-E299 (conservanti)

E300-E399 (antiossidanti e correttori di acidità)

E400-E499 (addensanti, stabilizzanti e emulsionanti)

E500-E599 (correttori di acidità e antiagglomeranti)

E600-E699 (esaltatori di sapidità)

E900-E999 (vari)

E1000-E1999

Note

  1. 1 2 3 EFSA Tema: Additivi alimentari, su efsa.europa.eu. URL consultato il 31/03/2014.
  2. 1 2 3 4 5 6 Regolamento (CE) n. 1333/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008 , relativo agli additivi alimentari (Testo rilevante ai fini del SEE), 16 dicembre 2008. URL consultato il 1º aprile 2025.
  3. ↑ Regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011 , relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, che modifica i regolamenti (CE) n. 1924/2006 e (CE) n. 1925/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga la direttiva 87/250/CEE della Commissione, la direttiva 90/496/CEE del Consiglio, la direttiva 1999/10/CE della Commissione, la direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive 2002/67/CE e 2008/5/CE della Commissione e il regolamento (CE) n. 608/2004 della Commissione Testo rilevante ai fini del SEE, 25 ottobre 2011. URL consultato il 1º aprile 2025.
  4. 1 2 TESTO consolidato: 32008R1333 — IT — 02.07.2020, su eur-lex.europa.eu. URL consultato il 1º aprile 2025.
  5. ↑ (EN) About, su www.who.int. URL consultato il 1º aprile 2025.
  6. ↑ Super User, Additivi alimentari, su ISSalute, 24 settembre 2020. URL consultato il 1º aprile 2025.
  7. ↑ GSFA Online Food Additive Index, su www.fao.org. URL consultato il 1º aprile 2025.
  8. ↑ Information Documents | CODEXALIMENTARIUS FAO-WHO, su www.fao.org. URL consultato il 1º aprile 2025.
  9. ↑ La normativa fa presente che con il termine "caramello" non s'intende il prodotto ottenuto scaldando lo zucchero, utilizzato per aromatizzare i dolci, bensì "sostanze di colore bruno", non meglio specificate, destinate alla colorazione.
  10. ↑ Re‐evaluation of calcium silicate (E 552), magnesium silicate (E 553a(i)), magnesium trisilicate (E 553a(ii)) and talc (E 553b) as food additives, su efsa.europa.eu.

Bibliografia

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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