«[...] qualsiasi sostanza abitualmente non consumata come alimento in sé e non utilizzata come ingrediente caratteristico di alimenti, con o senza valore nutritivo, la cui aggiunta intenzionale ad alimenti per uno scopo tecnologico nella fabbricazione, nella trasformazione, nella preparazione, nel trattamento, nell'imballaggio, nel trasporto o nel magazzinaggio degli stessi, abbia o possa presumibilmente avere per effetto che la sostanza o i suoi sottoprodotti diventino, direttamente o indirettamente, componenti di tali alimenti;»
Sempre in base a tale regolamento, non vengono dunque considerati additivi alimentari:
ii) gli alimenti, essiccati o concentrati, compresi gli aromi, incorporati durante la fabbricazione di alimenti composti per le loro proprietà aromatiche, di sapidità o nutritive associate a un effetto colorante secondario;
iii) le sostanze utilizzate nei materiali di copertura o rivestimento, che non fanno parte degli alimenti e non sono destinati a essere consumati con i medesimi;
vi) la destrinabianca o gialla, l’amido arrostito o destrinizzato, l’amido modificato mediante trattamento acido o alcalino, l’amido bianchito, l’amido modificato fisicamente e l’amido trattato con enzimi amilolitici;
Molte sostanze impiegate come additivi alimentari sono presenti anche in natura nella frutta, nella verdura, in una serie di alimenti come il tuorlo d'uovo, i fagioli di soia, le arachidi e il mais, negli animali e nei minerali. Si suddividono in:
edulcoranti: conferiscono un gustodolce agli alimenti o vengono utilizzate come edulcoranti da tavola;
coloranti: conferiscono un colore a un alimento o ne restituiscono la colorazione originaria inclusi i componenti naturali degli alimenti e altri elementi di origine naturale, normalmente non consumati come alimento né usati come ingrediente tipico degli alimenti;
conservanti: prolungano la conservazione degli alimenti proteggendoli dal deterioramento provocato da microorganismi e/o dalla proliferazione di microorganismi patogeni;
supporti: utilizzati per sciogliere, diluire, disperdere o modificare fisicamente un additivo alimentare, un aroma, un enzima alimentare, un nutriente e/o altre sostanze aggiunte agli alimenti a scopo nutrizionale o fisiologico senza alterarne la funzione (e senza esercitare essi stessi alcun effetto tecnologico, allo scopo di facilitarne la manipolazione, l’applicazione o l’impiego;
acidificanti: aumentano l’acidità di un prodotto alimentare e/o conferiscono ad esso un sapore aspro;
regolatori dell'acidità: modificano o controllano l’acidità o l’alcalinità di un prodotto alimentare;
antiagglomeranti: riducono la tendenza di particelle individuali di un prodotto alimentare ad aderire l’una all’altra;
agenti antischiumogeni: impediscono o riducono la formazione di schiuma;
agenti di carica: contribuiscono ad aumentare il volume di un prodotto alimentare senza contribuire in modo significativo al suo valore energetico disponibile;
emulsionanti: rendono possibile la formazione o il mantenimento di una miscelaomogenea di due o più fasi immiscibili in un prodotto alimentare;
sali di fusione: disperdono le proteine contenute nel formaggio portando ad una distribuzione omogenea dei grassi e altri componenti;
agenti di resistenza: rendono o mantengono saldi o croccanti i tessuti dei frutti o degli ortaggi, o che interagiscono con agenti gelificanti per produrre o consolidare un gel;
esaltatori di sapidità: esaltano il sapore e/o la fragranza esistente di un prodotto alimentare;
agenti gelificanti: danno consistenza ad un prodotto alimentare tramite la formazione di un gel;
agenti di rivestimento: quando vengono applicati alla superficie esterna di un prodotto alimentare, conferiscono un aspetto brillante o forniscono un rivestimento protettivo;
agenti umidificanti: impediscono l’essiccazione degli alimenti contrastando l’effetto di una umiditàatmosferica scarsa, o che promuovono la dissoluzione di una polvere in un ambiente acquoso;
amidi modificati: sostanze ottenute mediante uno o più trattamenti chimici di amidi alimentari, che possono aver subito un trattamento fisico o enzimatico ed essere acidi o alcalini, diluiti o bianchiti;
gas d’imballaggio: gas differenti dall’aria introdotti in un contenitore prima, durante o dopo aver introdotto in tale contenitore un prodotto alimentare;
propellenti: gas differenti dall’aria che espellono un prodotto alimentare da un contenitore;
stabilizzanti: rendono possibile il mantenimento dello stato fisico-chimico di un prodotto alimentare;
addensanti: aumentano la viscosità di un prodotto alimentare;
agenti di trattamento delle farine: vengono aggiunte alla farina o ad un impasto per migliorarne le qualità di cottura;
intensificatori del contrasto: applicate sulla superficie esterna degli ortofrutticoli in seguito alla depigmentazione di parti predefinite, aiutano a distinguere tali parti dal resto della superficie conferendo una colorazione in seguito all’interazione con alcune componenti dell’epidermide.
Devono essere chiaramente indicate nell'etichetta apposta sull'alimento messa a disposizione del consumatore. Quando non sono destinati alla vendita ai consumatori finali e vengono venduti separatamente o in associazione ad altri additivi e/o ad altri ingredienti alimentari e/o ai quali sono aggiunte altre sostanze, devono presentare un'apposita etichetta. Tutti gli additivi autorizzati a livello europeo sono contrassegnati da una sigla numerica preceduta dalla lettera E.
Esistono alcuni alimenti a cui non possono essere aggiunti additivi alimentari a causa del "principio del trasferimento":
alimenti non trasformati come definiti dall'art. 3 del regolamento (CE) n. 1333/2008 ad esclusione delle preparazioni di carni definite dal regolamento (CE) n. 853/2004,
Gli additivi subiscono a livello europeo e internazionale un processo di valutazione della sicurezza prima di essere autorizzati per l'uso alimentare. In Europa la valutazione viene effettuata dall'Agenzia per la Sicurezza Alimentare (EFSA), e a livello internazionale dal Comitato congiunto di esperti sugli additivi alimentari (JECFA - Joint Expert Committee on Food Additives) dell'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
E339 Fosfati di sodio: (i) Fosfato monosodico (sinonimi: monofosfato monosodico, ortofosfato monosodico, fosfato monobasico di sodio, monofosfato di diidrogeno di sodio) (ii) Fosfato disodico (sinonimi: monofosfato disodico, fosfato secondario di sodio, ortofosfato disodico, fosfato disodico acido) (iii) Fosfato trisodico (sinonimi: fosfato di sodio, fosfato tribasico di sodio, ortofosfato trisodico) (antiossidante)
E340 Fosfati di potassio: (i) Fosfato monopotassico (sinonimi: fosfato monobasico di potassio, monofosfato monopotassico, ortofosfato di potassio) (ii) Fosfato dipotassico (sinonimi: monofosfato dipotassico, fosfato secondario di potassio, fosfato acido di potassio, ortofosfato dipotassico, fosfato bibasico di potassio) (iii) Fosfato tripotassico (sinonimi: fosfato di potassio, fosfato tribasico di potassio, ortofosfato di tripotassio) (antiossidante)
E341 Fosfati di calcio: (i) Fosfato monocalcico (sinonimi: fosfato monobasico di calcio, ortofosfato monocalcico) (ii) Fosfato dicalcico (sinonimi: fosfato bibasico di calcio, ortofosfato di calcio) (iii) Fosfato tricalcico (sinonimi: fosfato di calcio tribasico, ortofosfato di calcio, monofosfato ossidrilico di pentacalcio, idrossiapatite di calcio) (antiagglomernate) (addensante)
E343 Fosfati di magnesio: (i) Fosfato monomagnesiaco (ii) Fosfato dimagnesiaco (antiagglomerante) (Nota - Questo additivo è sotto discussione ed in un futuro emendamento della direttiva europea potrebbe rientrare negli additivi miscellanei)
E468 Carbossimetilcellulosa sodica reticolata (emulsionante) (Nota - questo additivo è oggetto di discussione e potrebbe essere incluso tra i miscellanei in un futuro emendamento della direttiva)
↑La normativa fa presente che con il termine "caramello" non s'intende il prodotto ottenuto scaldando lo zucchero, utilizzato per aromatizzare i dolci, bensì "sostanze di colore bruno", non meglio specificate, destinate alla colorazione.