US Airways

US Airways
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Un Airbus A330-300 della compagnia
StatoStati Uniti (bandiera) Stati Uniti
ISINUS90341W1080
Fondazione1979 a Tempe
Chiusura17 ottobre 2015 (fusione con American Airlines)
Sede principaleTempe
GruppoAmerican Airlines Group e US Airways Group
SettoreTrasporto
Prodotticompagnia aerea
Fatturato13,8 miliardi di $ (2012)
Dipendenti33 312 (2013)
Slogan«Fly with US»
Sito webwww.usairways.com
Compagnia aerea maggiore
Codice IATAUS
Codice ICAOAWE
Indicativo di chiamataCACTUS
Primo volo1996
Ultimo volo17 ottobre 2015
Hub
Frequent flyerDividend Miles
AlleanzaStar Alliance
Flotta342 (nel 2013)
Destinazioni193 (nel 2013)
Voci di compagnie aeree presenti su Wikipedia
La sede di US Airways a Tempe in Arizona, già sede della America West Airlines
Un Airbus A320
Un Airbus A330

US Airways è stata una compagnia aerea maggiore statunitense che operava principalmente negli Stati Uniti, in America centrale, nei Caraibi e in Europa con 193 destinazioni in 24 nazioni. È stata acquistata dall'American Airlines Group nel 2013.

La compagnia faceva parte dell'alleanza Oneworld e contava su una flotta di oltre 340 velivoli, a cui si aggiungevano altri 278 jet regionali appartenenti a compagnie satelliti che facevano capo alla US Airways Express. US Airways era il maggior utilizzatore di aerei Airbus della famiglia A320. Ogni giorno decollavano oltre 3 000 voli, la metà dei quali erano operati dagli hub di Charlotte, Filadelfia, Phoenix e Washington.

Nel 2013 US Airways si classificò nona compagnia aerea americana per il servizio complessivo offerto, arrivando in particolare quinta nella categoria della puntualità dei voli (85,9%).

Nel 2013 la compagnia ha avviato la fusione con American Airlines, dando vita alla compagnia aerea più grande al mondo. Il 17 ottobre 2015 sono terminate le operazioni con il nome di US Airways, continuando invece come parte integrante di American Airlines, come annunciato il 13 luglio 2015.

Storia

I primi anni

Le origini di US Airways risalgono al 1939, data della fondazione di All American Aviation, una compagnia aerea minore addetta al trasporto postale che operava in Pennsylvania, nell'Ohio e in Virginia Occidentale dal suo hub a Pittsburgh. I voli di linea della compagnia iniziarono nel 1949, con collegamenti tra alcuni aeroporti della costa atlantica e quelli dell'entroterra statunitense operati col primo aereo civile, un Douglas DC-3: in questa occasione la compagnia venne rinominata All American Airways. Nel 1953 si passò al nome Allegheny Airlines. Sotto questo nome la compagnia acquistò il suo primo aviogetto, un Douglas DC-9, nel 1966. Successivamente si verificarono le fusioni con Lake Central Airlines e Mohawk Airlines, rispettivamente nel 1968 e nel 1972: in quest'ultimo anno la compagnia si classificò come la sesta più grande al mondo per passeggeri trasportati.

Anni '70 e '80: l'espansione

Nel 1978 sono state aggiunte nuove destinazioni nel centro e nel sud-est degli Stati Uniti, in stati come Texas, Colorado, Arizona e Florida. Per evidenziare la presenza a livello quasi nazionale della compagnia, nel 1979 si è deciso di rinominarla USAir.

Il raggiungimento di nuovi mercati ad alto potenziale come la Florida era ostacolato dalla flotta a capacità ridotta: i Douglas DC-9 avevano una capacità di soli 90 posti. Nel 1979 la compagnia si rivolse perciò alla McDonnell Douglas in cerca di un rimpiazzo, ma le trattative fallirono. A questo punto subentrò la Boeing, che stava sviluppando la versione -300 del Boeing 737. Le aziende giunsero ad un accordo e USAir divenne cliente di lancio del modello: il primo aereo venne consegnato il 28 novembre 1984.

Nel 1988 Pacific Southwest Airlines divenne una sussidiaria di USAir, mentre nel 1989 fu la volta di Piedmont Airlines. Grazie a questi due acquisti vennero aggiunte nuove destinazioni sulla costa ovest, specialmente in California, e fu possibile per USAir di acquisire nuovi hub a Charlotte, Dayton, Syracuse e Baltimora. Inoltre vennero aggiunti alla flotta i primi Boeing 767-200ER, utilizzati per le prime rotte intercontinentali verso l'Europa.

Anni '90: il cambiamento

Nei primi anni del decennio avvenne un massiccio potenziamento dei collegamenti con l'Europa: oltre al già esistente volo Charlotte-Londra vennero aggiunti Francoforte (da Pittsburgh e Charlotte), Parigi, Madrid, Monaco e Roma (da Filadelfia), e successivamente ulteriori collegamenti con Londra da Baltimora e Washington. A questi anni inoltre risale la creazione di USAir Shuttle, un servizio di voli con cadenza oraria tra Boston e New York tuttora attivo.

Nel 1996 avvenne la svolta: Stephen Wolf diventò il nuovo amministratore delegato della compagnia portando una ventata di novità; il 6 novembre venne piazzato uno storico ordine di 240 aerei della famiglia Airbus A320, più 160 opzioni d'acquisto, come parte del piano di rinnovamento della flotta, seguito da un altro ordine per 14 Airbus A330-300 più 16 opzioni d'acquisto.

Pochi giorni dopo la compagnia annunciò il cambio di nome, che dal 27 febbraio 1997 sarebbe diventato US Airways, la nuova livrea ed il cambio di logo. Gli aerei vennero ridipinti, e quelli ordinati vennero consegnati direttamente nella nuova livrea. Nel corso del 1997 il nuovo logo, una bandiera degli Stati Uniti stilizzata, è stato progressivamente applicato ai biglietti, alle uniformi, ai gadget e al materiale pubblicitario. Inoltre, tutti questi elementi sono stati ridisegnati con i colori e lo schema della nuova livrea, per sfruttare al massimo quello che sarebbe stato in seguito definito un vero e proprio cambio di identità.

2000-2004: la crisi, la ripresa, il conflitto di Pittsburgh

Dall'inizio del secolo molti degli aerei più vecchi vengono ritirati e rimpiazzati con i più moderni e capienti Airbus A320. Inoltre, grazie alla consegna dei primi Airbus A330-300, vengono aggiunte una nuova destinazione europea, Liverpool, e svariate mete nei Caraibi.

Tra il 2000 ed il 2001 United Airlines, la principale avversaria di US Airways, cercò di acquisire la compagnia per effettuare una fusione, ma senza successo: la trattativa fu bloccata dal governo degli Stati Uniti.

A seguito degli attacchi terroristici dell'11 settembre, che comportarono tra l'altro la chiusura temporanea dell'aeroporto di Washington Reagan (principale hub della compagnia), si registrarono perdite di bilancio e una diminuzione del tasso di crescita. Il colpo, accusato da tutte le compagnie americane, causò il fallimento di una delle sussidiarie di US Airways, MetroJet (poi ricapitalizzata nel 2005).

Tra il 2002 ed il 2003, per cercare di tornare ai ritmi di crescita che si registravano nel 2000, furono attuate svariate politiche per il riempimento degli aerei: furono stipulati accordi di code share con svariate compagnie che operavano voli di collegamento nei Caraibi, e con United Airlines. Nel 2004 US Airways entrò a far parte di Star Alliance. La massiccia estensione del network dovuta ai vari accordi stipulati diede i suoi frutti, e venne ampliata l'offerta di destinazioni europee, aggiungendo Dublino e Shannon.

In questo periodo inoltre, cercando di tagliare i costi, la compagnia minacciò la società che gestiva l'aeroporto di Pittsburgh di abbandonare l'aeroporto se questa non avesse abbassato le tariffe di decollo e atterraggio. Dal canto suo la società aeroportuale rispose che queste tariffe in primo luogo erano ben poca cosa rapportate agli altri costi della compagnia aerea (stipendi, carburante e manutenzioni in primis), ed inoltre si erano rese necessarie in seguito alla modernizzazione dell'aeroporto che, pochi anni prima, era stata chiesta proprio da US Airways. Rifiutando queste motivazioni, la compagnia declassò Pittsburgh da hub a focus city, rivedendo la sua presenza sull'aeroporto. Nel 2014 US Airways operava 41 voli giornalieri, tutti verso destinazioni nazionali: nel 2000 invece erano oltre 500, comprese alcune destinazioni europee e sudamericane.

L'ultimo decennio

Da tempo la US Airways stava cercando di aumentare stabilmente i profitti per evitare la bancarotta, che era sempre alle porte. Una delle alternative considerate era la fusione con America West Airlines, per via dei network nazionali praticamente complementari e per i costi simili. La fusione fu annunciata il 19 maggio 2005; venne creata la nuova livrea, usata ancora oggi. La sede della nuova compagnia fu posta a Tempe (Arizona), dove si trovava la sede dell'America West.

Nel 2006 vennero aggiunte nuove destinazione europee, tra cui Lisbona, Stoccolma e Milano (la seconda destinazione italiana). Il numero delle destinazioni salì quindi a 239. In questo periodo inoltre la compagnia effettuò un ordine per 20 Airbus A350 XWB, da poco presentato.

Nel 2007, grazie alle continue consegne di Airbus A330, avvenne un'ulteriore espansione del network, con l'aggiunta di nuove destinazioni europee ed un potenziamento di alcuni collegamenti interni. Inoltre venne siglato un accordo di code sharing con Air New Zealand.

Già dopo la crisi del 2008 si parlò di una possibile fusione tra US Airways ed American Airlines. Nel 2012 l'interesse di US Airways nei confronti di American Airlines divenne pubblico e nel 2013 gli azionisti di US Airways approvano la fusione. Nel 2015 il marchio US Airways smise di esistere.

Accordi commerciali

Un Boeing 757-200 in livrea Star Alliance

Oltre ai membri dell'alleanza Star Alliance, nel 2014 US Airways aveva accordi di code share con:

Alleanze

Nel maggio del 2004, US Airways è entrata a far parte di Star Alliance, rimanendo nell'alleanza fino alla fusione con American Airlines nel 2014.

Flotta

Un Airbus A319-100 con la livrea del 1997
Un Airbus A321-200 con la livrea del 2005
Un Boeing 737-300
Un Boeing 757-200
Un Embraer 190

Flotta alla chiusura

Al momento della fusione con American Airlines, nel dicembre 2013, la flotta di US Airways consisteva nei seguenti aeromobili:

Aereo In flotta Ordini Passeggeri Note
J Y Totale
Airbus A319-100 93 — 12 112 124 Maggior operatore dell'Airbus A321 e della famiglia Airbus A320 in generale.
Airbus A320-200 70 — 12 138 150
Airbus A321-200 91 29 16 171 187
Airbus A330-200 12 3 20 238 258
Airbus A330-300 9 — 28 263 291
Airbus A350-900 — 22 36 294 330 In origine 18 erano ordini per l'A350-800.
Consegne previste dal 2017.
Ordine cancellato da American Airlines.
Boeing 737-400 13 — 12 132 144
Boeing 757-200 24 — 12 164 176 Con certificazione ETOPS internazionale.
14 176 190 Configurazione domestica.
Boeing 767-200ER 10 — 18 186 204
Embraer E-190 20 — 11 88 99
Totale 342 54

L'intera flotta e i relativi ordini, ad esclusione di quelli per gli Airbus A350, sono stati trasferiti ad American Airlines.

Flotta storica

In totale, nel corso degli anni US Airways ha operato con i seguenti aeromobili, escludendo quelli posseduti sotto i nomi del passato:

Aereo Esemplari Inserimento Dismissione Note
Airbus A319-100 105 1999 2013 Alcuni ottenuti con l'acquisizione di America West Airlines.
Airbus A320-200 84 1999 2013
Airbus A321-200 91 2001 2013
Airbus A330-200 12 2009 2013
Airbus A330-300 9 2006 2013
BAC One-Eleven 11 1979 1981 In precedenza di Allegheny Airlines.
British Aerospace BAe 146-100 1 1988 1988 Ottenuti con l'acquisizione di Pacific Southwest Airlines.
British Aerospace BAe 146-200 22 1988 1991
Boeing 727-100/-200 sconosciuto 1979 2000 In precedenza di Allegheny Airlines e Piedmont Airlines.
Boeing 737-200 64 1997 2001 In precedenza di USAir.
Boeing 737-300 111 1997 2012 Ottenuti con l'acquisizione di America West Airlines e Piedmont Airlines.
Boeing 737-400 54 1997 2013
Boeing 757-200 51 1997 2013
Boeing 767-200ER 12 1997 2013
Embraer E-190 25 2006 2013
Fokker F100 40 1997 2002 In precedenza di USAir.
McDonnell Douglas DC-9-30 65 1997 2001
McDonnell Douglas MD-81 21 1997 2004 Ottenuti con l'acquisizione di PSA.
McDonnell Douglas MD-82 10

Incidenti

Note

  1. ↑ skift.com, https://skift.com/2013/01/23/us-airways-thinks-it-would-be-a-prize-as-it-posts-record-profit/..
  2. 1 2 (EN) Factsheet (PDF), su usairways.com.
  3. ↑ http://www.forbes.com/pictures/ehlk45kdgf/9-us-airways-2/ Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  4. ↑ http://www.ilvolo.it/index.php/2013120911459/Compagnie-Aeree/American-Airlines.html, su ilvolo.it.
  5. ↑ staralliance.com, http://www.staralliance.com/en/about/airlines/us-airways/#.
  6. 1 2 (EN) W. David Lewis e W. F. Trimble, The airway to everywhere, Pittsburgh (Penn.), University of Pittsburgh Press, 1988.
  7. ↑ http://www.britannica.com/EBchecked/topic/620250/US-Airways.
  8. 1 2 3 4 usairways.com, http://www.usairways.com/en-US/aboutus/pressroom/history/chronology.html.
  9. ↑ (EN) Steven Walker e Dr. Omar Memon, The Story Of US Airways, su Simple Flying, 22 luglio 2019. URL consultato il 18 agosto 2026.
  10. ↑ (EN) Trevin Christian Casinader, What Happened To US Airways?, su Simple Flying, 24 marzo 2024. URL consultato il 18 agosto 2026.
  11. ↑ https://www.flightglobal.com/news/articles/usair-and-emirates-boost-airbus-9815/.
  12. ↑ http://www.nytimes.com/1998/07/03/business/u-s-airways-turns-to-airbus-in-ordering-long-haul-planes.html.
  13. ↑ (EN) Chronology, su usairways.com.
  14. ↑ Antitrust Challenge Stops United Merger With US Airways - New York Times.
  15. ↑ InsideFlyer.com: US Airways Joins Star Alliance Archiviato il 21 febbraio 2014 in Internet Archive..
  16. 1 2 US Airways | US Airways chronology.
  17. ↑ Route Map - PIT Archiviato il 2 gennaio 2011 in Internet Archive..
  18. ↑ https://www.quotidianomotori.com/us-airways-fine/
  19. ↑ http://www.usairways.com/en-US/aboutus/alliances/codeshare.html, su usairways.com (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2011).
  20. ↑ (EN) Flotta US Airways, su airfleets.net. URL consultato il 18 dicembre 2013.
  21. 1 2 (EN) US Airways Fleet Details and History, su planespotters.net. URL consultato il 6 marzo 2025.
  22. ↑ http://archiviostorico.unita.it/cgi-bin/highlightPdf.cgi?t=ebook&file=/archivio/uni_1989_09/19890922_0007.pdf&query=Michele%20Di%20Salvo Archiviato il 25 dicembre 2013 in Internet Archive..
  23. ↑ http://articles.baltimoresun.com/1994-09-20/news/1994263026_1_usair-flight-pilots-crash Archiviato il 25 dicembre 2013 in Internet Archive..
  24. ↑ https://web.archive.org/web/20050310133845/http://www.pittsburghlive.com/pages/newsextra/427double.pdf.
  25. ↑ http://archiviostorico.corriere.it/1994/settembre/11/emergenza_traffico_poi_piu_nulla_co_0_94091110223.shtml.

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