| Isofezolac | |
|---|---|
| Nome IUPAC | |
| 2-(2,4,5-triphenylpyrazol-3-yl)acetic acid | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C23H18N2O2 |
| Massa molecolare (u) | 354.4012 g·mol−1 |
| Numero CAS | |
| Numero EINECS | 256-512-1 |
| PubChem | 68677 |
| DrugBank | DBDB20228 |
| SMILES | C1=CC=C(C=C1)C2=C(N(N=C2C3=CC=CC=C3)C4=CC=CC=C4)CC(=O)O |
| Indicazioni di sicurezza | |
Isofezolac (chimicamente acido 1,3,4-trifenilpirazolo-5-acetico, nella fase sperimentale noto con la sigla LM 22102) è una molecola appartenente alla classe dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). La molecola deriva dall'acido acetico ed è dotata di proprietà antinfiammatorie, antipiretiche ed analgesiche. Negli studi sperimentali il farmaco evidenziava un'attività, dose dipendente, pari a quella dell'indometacina nei test sui modelli sperimentali acuti di infiammazione, per esempio sull'edema della zampa posteriore indotto dalla carragenina ed altri irritanti.
Il meccanismo d'azione di isofezolac è da mettere in relazione con le sue proprietà inibitorie della biosintesi delle prostaglandine. La ridotta sintesi di prostaglandine è secondaria alla inibizione da parte del farmaco dell'enzima prostaglandina-endoperossido sintasi nota anche come ciclossigenasi
Il legame di isofezolac con le proteine plasmatiche è estremamente elevato (99% circa) e non viene influenzato dalla assunzione concomitante di acido acetilsalicilico.
La DL50 per via orale è pari a 215 mg/kg nel topo e 13 mg/kg nel ratto.
Il farmaco è utilizzato nel trattamento del dolore, da lieve a moderato.
