| Pesaro comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Andrea Biancani (PD) dal 10-6-2024 |
| Territorio | |
| Coordinate | 43°54′36.54″N 12°54′47.88″E |
| Altitudine | 11 m s.l.m. |
| Superficie | 126,77 km² |
| Abitanti | 95 148 (31-5-2026) |
| Densità | 750,56 ab./km² |
| Frazioni | Borgo Santa Maria, Candelara, Case Bruciate, Casteldimezzo, Cattabrighe, Chiusa di Ginestreto, Colombarone, Fiorenzuola di Focara, Ginestreto, Monteciccardo, Novilara, Ponte Valle, Pozzo Alto, Santa Maria dell'Arzilla, Santa Marina Alta, Santa Veneranda, Trebbiantico, Tre Ponti, Villa Ceccolini, Villa Fastiggi, Villa San Martino |
| Comuni confinanti | Colli al Metauro, Fano, Gabicce Mare, Gradara, Mombaroccio, Montefelcino, Montelabbate, Tavullia, Urbino, Vallefoglia |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 61121–61122 |
| Prefisso | 0721 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 041044 |
| Cod. catastale | G479 |
| Targa | PU |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona D, 2 083 GG |
| Nome abitanti | pesaresi |
| Patrono | san Terenzio di Pesaro |
| Giorno festivo | 24 settembre |
| Soprannome | Città della bicicletta, Città della musica |
| Motto | (LA) Perpetva et firma fidelitas (IT) Fedeltà salda e perenne |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Pesaro (, AFI: /ˈpezaro/, Pesre in pesarese) è un comune italiano di 95 148 abitanti, capoluogo della provincia di Pesaro e Urbino, nelle Marche. È la seconda città più popolosa della regione, dopo Ancona.
Pesaro nacque come villaggio piceno alla fine del VI secolo a.C. Divenne una colonia romana nel 184 a.C. Nel Medioevo fece parte della Pentapoli marittima; risalgono a questo periodo i mosaici del duomo. In seguito si governò autonomamente come comune, ribellandosi al Sacro Romano Impero e aderendo alla lega delle città guelfe della Marca. Nel periodo comunale ebbe inizio il fiorente artigianato della ceramica, che è uno dei segni distintivi della città. La città ebbe rilevanza nel periodo rinascimentale, caratterizzato da un susseguirsi di signorie: i Malatesta, gli Sforza e i Della Rovere. Nel periodo sforzesco e roveresco la città ebbe il periodo di maggior fervore culturale ed artistico e fu eretto il palazzo ducale. Nel 1523 Pesaro divenne la capitale del Ducato di Urbino, che nel 1631 passò sotto il diretto dominio dello Stato della Chiesa. Alla fine del Settecento nacque a Pesaro Gioachino Rossini, fra i massimi e più celebri operisti della storia. Nel 1860 la città fu annessa allo Stato italiano in seguito a plebiscito.
Affacciata sul Mare Adriatico e attraversato dal fiume Foglia, già Isauro, nome da cui la città potrebbe aver preso il nome, Pesaro è un centro balneare e industriale situato tra due colline costiere: il San Bartolo e l'Ardizio; il suo centro storico è ricco di elementi di interesse, specie del periodo rinascimentale. La città ha un comprensorio urbano che si estende al di là dei confini comunali e ingloba diversi altri comuni quali Montelabbate, Vallefoglia, Tavullia e Mombaroccio.
Pesaro si affaccia sul mare Adriatico, con l'abitato che si estende nella zona compresa tra i due colli costieri principali: il Colle Ardizio a sud-est e il Colle San Bartolo a nord-ovest, il quale è sede dell'omonimo Parco naturale regionale del Monte San Bartolo.
Pesaro possiede una spiaggia sabbiosa suddivisa in tre settori:
Dal 2005 la città è premiata con la Bandiera Blu, premio annuale conferito dalla FEE per riconoscere i comuni che soddisfano i criteri di ottima qualità delle acque di balneazione e del servizio offerto. Dal 2016 Pesaro è stata insignita anche della prestigiosa "Bandiera Verde", riconoscimento ufficiale dell'Associazione dei Pediatri Italiani, per quelle località balneari che presentano le caratteristiche ideali a misura di famiglia per la miglior vivibilità dei bambini.
Il fiume principale che attraversa la città è il Foglia, che partendo dall'Appennino umbro-marchigiano scorre nella zona settentrionale dell'agglomerato urbano per poi sfociare accanto al porto di Pesaro. Nella zona più a sud è invece presente il torrente Genica, un piccolo corso d'acqua in parte cementificato, che un tempo fungeva da canale di scolo per la città.
Nell'entroterra, lungo il Foglia, è presente una modesta distesa pianeggiante che si restringe in prossimità dell'Appennino formando la valle del Foglia.
Pesaro, secondo la classificazione di Köppen, è compresa nella zona climatica C (clima temperato). In base alla vegetazione rientra nella fascia submediterranea calda, dei querceti caducifogli di roverella con presenze di leccio, una quercia sempreverde.
Secondo la classificazione climatica dei comuni italiani è compresa nella zona climatica D (l'accensione dei caloriferi è consentita dal 1º novembre al 15 aprile per un massimo di dodici ore giornaliere).
Le stazioni meteorologiche principali sono due: quella dell'ASSAM a Villa Caprile e l'Osservatorio Valerio, fondato nel 1861 e ancora oggi in attività, situato nello storico parco degli Orti Giulii.
Il clima è di tipo subcontinentale. La presenza di alcuni rilievi collinari in zona riparano il circondario, in parte, dalle correnti di aria fredda provenienti da occidente, ma non c'è nessun riparo dai venti veramente freddi di nord-est (bora).
In inverno il clima è freddo e umido (la temperatura media del mese più freddo, gennaio, è generalmente compresa fra i 3 e i 4 °C) mentre d'estate è caldo e afoso.
La massima storica di 39,2 °C risale al 6 luglio 1950, mentre la minima assoluta di -15,2 °C venne registrata il 16 febbraio 1940.
I temporali sono concentrati principalmente nel periodo autunnale. Le nevicate sono rare e non creano problemi alla circolazione.
| Pesaro | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 6,8 | 8,7 | 12,4 | 16,5 | 20,8 | 25,0 | 27,7 | 27,1 | 23,5 | 18,4 | 12,8 | 8,5 | 8,0 | 16,6 | 26,6 | 18,2 | 17,4 |
| T. min. media (°C) | 0,9 | 1,9 | 4,6 | 7,9 | 11,8 | 15,7 | 18,0 | 17,8 | 15,0 | 10,9 | 6,5 | 2,6 | 1,8 | 8,1 | 17,2 | 10,8 | 9,5 |
| Precipitazioni (mm) | 60 | 51 | 52 | 60 | 60 | 53 | 40 | 47 | 77 | 91 | 83 | 68 | 179 | 172 | 140 | 251 | 742 |
| Giorni di pioggia | 8 | 7 | 8 | 9 | 8 | 6 | 4 | 5 | 7 | 9 | 9 | 9 | 24 | 25 | 15 | 25 | 89 |
| Eliofania assoluta (ore al giorno) | 2,1 | 2,9 | 4,3 | 6,2 | 7,8 | 8,4 | 10,0 | 9,0 | 6,9 | 4,9 | 2,8 | 2,2 | 2,4 | 6,1 | 9,1 | 4,9 | 5,6 |
| Vento (direzione-m/s) | W 3,7 | N 3,6 | N 3,4 | NE 3,2 | E 2,9 | E 2,9 | E 3,0 | NE 3,0 | NE 3,1 | NE 3,2 | W 3,4 | W 3,6 | 3,6 | 3,2 | 3,0 | 3,2 | 3,3 |


Sono due i fattori all'origine della più antica frequentazione dell'area su cui sorse Pesaro: l'approdo fluviale alla foce del fiume Foglia e il percorso costiero che in età romana fu denominato Via Flaminia. La nascita della città risale all'Età del ferro, quando Pesaro era un villaggio piceno, come provano gli scavi effettuati nel centro della città, in via delle Galigarie, nel 1977, che hanno portato a scoprire i resti di alcune case, o capanne, dell'abitato più antico della città, risalente alla fase "Piceno IV Β" e fase "Piceno V", come testimoniano i frammenti di vasellame, che consentono di datare l'abitato al periodo compreso tra la fine del VI e gli inizi del IV secolo a.C. Esso sorgeva nei pressi del fiume Foglia, sopra all'alta scarpata fluviale; la posizione sopraelevata sulla pianura circostante costitutiva una difesa naturale. I piceni di Pesaro utilizzavano la foce del fiume come approdo e ciò permise di entrare in contatto con i navigatori greci, come prova il ritrovamento di ceramica attica a figure nere e a figure rosse del VI-V sec. a.C.
Anche nello scalo marittimo di Santa Marina di Focara, poco a nord del villaggio piceno di Pesaro, sono stati recuperati frammenti di vasi attici a figure rosse e di ceramica picena, che provano i rapporti tra Greci e Piceni, testimoniati anche nei villaggi piceni di Ancona e di Numana; un altro scalo è stato ipotizzato fin dal XVIII sec. a Vallugola, presso Gabicce. Gli scavi di via Galigarie mostrano i segni di una distruzione violenta, che è stata messa in connessione con l'invasione gallica.
Nel territorio circostante, d'altra parte, si trovava uno dei più importanti e antichi insediamenti piceni delle Marche: il villaggio di Novilara, ora frazione di Pesaro, con reperti delle fasi Piceno I e Piceno II (VIII-VII sec. a.C.), quindi di un periodo antecedente a quello del villaggio di via Galigarie. Questo insediamento era tra i pochi, insieme a Numana ed Ancona, che si affacciavano sul mare. Lo scalo portuale di Novilara utilizzava la foce del torrente Genica. La necropoli di Novilara fu scoperta da Edoardo Brizio nel 1882; uno studio del 2024 realizzato sul DNA antico proveniente dagli inumati di Novilara e da quelli della necropoli di Numana (AN), ha confermato il tradizionale dato storico riferito ai Piceni, ovvero di una popolazione culturalmente e geneticamente unitaria insediatasi su tutte l'area costiera marchigiana.
Tra i reperti più noti e discussi rinvenuti nel territorio pesarese, c'è la stele iscritta di Novilara, in genere ritenuta picena e scritta in Lingua picena settentrionale. Essa è stata recentemente interpretata e tradotta come iscrizione greca arcaica, incisa in un alfabeto che con alcune variazioni era stato adottato da tutti i popoli d'Italia (Piceni, Sanniti, Etruschi, ecc.) tra il VI e II secolo a.C. Dalla reinterpretazione della stele si può dedurre che i greci, all'epoca della colonizzazione del Mediterraneo, si infiltrarono anche in queste aree (probabilmente nel VI-V secolo a.C.), interferendo con le precedenti popolazioni picene e probabilmente anche umbre ed etrusche.
Altro importante reperto dell'epoca picena di Pesaro è la stele figurata di Novilara, da San Nicola in Valmanente, celebre esempio di arte picena in cui è rappresentata una scena navale. Risale al VII - VI secolo a.C.
Nel IV secolo a.C., nel corso dell'invasione celtica della penisola italiana, i Galli Senoni occuparono i territori settentrionali dei Piceni, e dunque anche la zona di Pesaro, fondendosi con la popolazione preesistente.
Nel 295 a.C. ebbe luogo la Battaglia del Sentino, in cui una coalizione formata da Etruschi, Sanniti, Galli Senoni ed Umbri si scontrò con la contrapposta coalizione tra Romani e Piceni. Con la vittoria romana, tutto il territorio delle Marche, e dunque anche la zona dell'attuale Pesaro, passò sotto l'orbita romana.
Nel 219 a.C. Pisaurum fu collegata a Roma dalla via Flaminia, che nel 187 a.C. fu prolungata sino ad Ariminum (Rimini). Sarà poi nel 184 a.C che si avrà l'effettiva costituzione di una colonia romana anche nel territorio pesarese: Pisaurum; a quell'epoca la parte settentrionale delle Marche era denominata dai romani Ager Gallicus o anche Ager Gallicus Picenus.
Il nome della città, in latino Pisaurum, secondo alcuni deriva dal nome latino del fiume Foglia (Isaurus o Pisaurus). La tradizione erudita propone invece una paretimologia, ovvero che il toponimo sia derivato dal fatto che nella città Furio Camillo, vinti i Galli, abbia pesato l'oro (aurum in latino) che i barbari avevano trafugato da Roma.
Dopo il passaggio del Rubicone e l'avvio della seconda guerra civile romana, Pisaurum fu tra le prime città ad essere occupate da Cesare (49 a.C.). Fu successivamente colonizzata nuovamente durante il secondo triumvirato da Augusto e Marco Antonio, diventando, durante l'Impero, castrum e centro economico posto sulla via Flaminia. Nella suddivisione in regioni compiuta da Augusto, Pisaurum faceva parte della Regio VI - Umbria et ager Gallicus.
Curiosamente Strabone nella sua Geografia, edita intorno al 18 d.C., nella descrizione del territorio italico non cita Pesaro, mentre nomina Fano e da questa passa direttamente a Rimini; da ciò si deduce che Pesaro fosse un centro di minore importanza rispetto agli altri due.
Distrutta da Vitige nel 539 d.C., venne ricostruita da Belisario e occupata dal 545 al 553 dai Goti. Dopo la loro caduta, Pesaro, con Rimini, Fano, Senigallia e Ancona, divenne una delle città della Pentapoli, alle strette dipendenze dell'Esarcato bizantino di Ravenna.
Nel 752 fu presa dai Longobardi che la tennero finché Pipino il Breve, re dei Franchi, non la donò nel 774 allo Stato della Chiesa dando inizio al plurisecolare dominio papale sulla città. Tal dominio fu però solamente nominale, poiché la città era governata sin dall'età carolingia da un rappresentante dell'Impero.
Nella prima metà del XII secolo il fiorente Comune seguì le sorti della parte imperiale durante le imprese italiane di Federico Barbarossa. Venne poi introdotto il governo podestarile nel 1182, ma già alla fine del secolo era soggetta, in quanto compresa nella Marca anconitana, al potere di Marquardo di Annweiler, vicario imperiale che, nonostante la durissima sconfitta inflitta all'esercito di Innocenzo III il 25 marzo 1198, dovette rinunciare alle sue mire di fronte all'azione militare della Chiesa cattolica, volta al recupero dei territori sottrattigli. Nel XIII secolo, ristabilito il Comune, passò per volere del papa Innocenzo III sotto il dominio degli Estensi, dal 1210 al 1216.
Per lungo tempo ghibellina, durante il regno di Federico II di Svevia, si ribellò all'Impero e aderì alla lega delle città guelfe della Marca che si trovavano in guerra nel 1259 con re Enzo. Nello stesso anno, Pesaro fu costretta all'obbedienza da Manfredi di Sicilia, ma alla sua morte nel 1266, tornò alla Chiesa.
L'Età moderna, e in particolar modo il periodo rinascimentale, fu caratterizzata a Pesaro da un susseguirsi di signorie: i Malatesta (1285-1445), gli Sforza (1445-1512), il cui dominio fu interrotto da Cesare Borgia dal 1500 al 1503, e infine i Della Rovere (1513-1631), a cui fu consegnata da papa Giulio II.
Agli Sforza apparteneva anche Battista Sforza che diventa consorte di Federico da Montefeltro e di conseguenza Duchessa di Urbino; è rappresentata nell'opera di Piero della Francesca il Doppio ritratto dei Duchi di Urbino nel quale, secondo uno studio avvenuto nel 2024 (Il volto del Montefeltro. Federico Duca di Urbino e Piero della Francesca), sul volto del Duca sarebbe infatti rappresentata una mappa del territorio con le località che sono state fondamentali per la sua vita e per il suo territorio, dove nell'orecchio è dipinta una piccola goccia che rappresenta Pesaro (città dalla quale proveniva sua moglie Battista e il luogo dove si trovava quando seppe della morte del fratellastro a causa di una congiura che lo portò al potere).
Dal punto di vista culturale, si segnala la fine del XIV secolo, con il trasferimento a Pesaro del ceramista forlivese Pedrinus Johannes a bocalibus, ossia Pierino Giovanni dai boccali (1396), che segna l'inizio di un fiorente mercato della ceramica. Tuttavia, il periodo di maggior fervore culturale fu durante il dominio dei Della Rovere, che avevano scelto Pesaro come sede centrale del loro Ducato. Nei primi anni del loro governo in città fu iniziata la costruzione di nuovi palazzi pubblici e privati e venne iniziata la costruzione di una nuova e più sicura cinta muraria, utile a difendersi anche da repentini attacchi provenienti dal mare. Alla vita musicale cittadina tra Cinque e Seicento fu legato anche Pietro Pace, organista del Duomo di Pesaro nel 1597 e autore dei "Madrigali a cinque voci. Libro primo".
Alla morte di Francesco Maria II della Rovere nel 1631, il Ducato tornò sotto dominio papale che fece di Pesaro sede cardinalizia. A quei tempi la città era molto più piccola e la costa era più arretrata, arrivando in corrispondenza dell'attuale "piazzale Primo Maggio".

Nel 1799, durante l'occupazione napoleonica, contadini e sanfedisti presero d'assalto la città e la rocca strappandola per qualche mese alla guarnigione. Diverse furono le opere portate in Francia a causa delle spoliazioni napoleoniche in questo periodo. Delle sette opere inviate da Pesaro in Francia nel 1796, menzionate nel catalogo pubblicato nel Bulletin de la Société de l'art français del 1936, solo tre fecero ritorno, le altre rimasero in Francia, alcune, come la Circoncisione del Barocci andò al Louvre, La Vocazione di San Pietro a Bruxelles, L'annunciazione di Caravaggio a Nancy, il San Michele andò alle Pinacoteche Vaticane. Il 28 aprile 1815, durante la guerra austro-napoletana, vi si combatté l'omonima battaglia tra l'Esercito del Regno di Napoli di Gioacchino Murat e le truppe austriache del generale Adam Albert von Neipperg. Gli austriaci misero in rotta i napoletani, che dovettero ritirarsi verso Ancona.
Tra la fine del Settecento e la prima metà dell'Ottocento visse Giulio Perticari, patriota e poeta, che fu in contatto con gli ambienti massonici carbonari pesaresi e instaurò un importante epistolario con alcuni famosi uomini intellettuali di Pesaro. Scrisse della storia di Pesaro:
L'11 settembre 1860 fu occupata dal generale Enrico Cialdini e fu annessa allo Stato italiano in seguito al plebiscito del novembre 1860.
Il 1º luglio 2020 ha incorporato il comune di Monteciccardo, dopo che gli abitanti di entrambe le città avevano approvato a maggioranza la fusione tra i due comuni in un referendum consultivo tenutosi il 19 gennaio 2020.

Guidobaldo II della Rovere, Duca di Urbino, alcuni giorni prima della sua morte (avvenuta a Pesaro il 28 settembre 1574) comunicò al Gonfaloniere della città: «Vi dono la mia rovere e voglio che sia posta nello stemma della Comunità sopra il quartiere bianco e rosso con quattro mani che si stringono tra esse e sorreggono la rovere, e sotto il motto "PERPETVA ET FIRMA FIDELITAS" (fedeltà salda e perenne) e voglio essere nominato Signore e Padre vostro».
Il municipio di Pesaro esaudì la volontà del Duca e modificò lo stemma della città aggiungendo sul "cartoccio" (il bordo dello scudetto) l'epigrafe «MUNUS. GUID. UB.[aldi] DE. RUVERE. PISAURI. D[omi]NI. ET. PATRIS.» ("Dono di Guidobaldo della Rovere Signore e Padre di Pesaro").
Lo stemma è stato riconosciuto con decreto del Capo del Governo del 20 dicembre 1938.
Il gonfalone è un drappo di bianco.








Altri edifici:
Abitanti censiti

La popolazione residente, secondo il censimento ISTAT del 2011, risultava essere quantificata in 94 237 abitanti.
Al 31 dicembre 2023 gli stranieri residenti nel comune erano 7 387, ovvero il 7,34% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:
Fino al 2009 la città è stata dotata di un'azienda ospedaliera: l'azienda ospedaliera "San Salvatore". Dal 2009 viene istituita, con legge regionale, l'azienda ospedaliera "Ospedali Riuniti Marche Nord", che ha incorporato "San Salvatore" (Pesaro) e "Santa Croce" (Fano).
I due ospedali della città sono l'Ospedale Centrale e l'ospedale nel quartiere Muraglia. L'ospedale Centrale rientra tra gli ospedali italiani ad alta specializzazione.
L'amministrazione regionale ha da anni avviato un intenso dibattito con i comuni interessati per la creazione di un nuovo polo ospedaliero che copra l'intero bacino della città di Pesaro e della vicina Fano. Al termine del 2016 il progetto è stato confermato dal governatore della regione, Luca Ceriscioli, in concomitanza con la scelta definitiva del luogo in cui sorgerà il nuovo nosocomio, ovvero l'area sud di Pesaro (quartiere Muraglia) tramite un'espansione del già presente secondo ospedale cittadino. L'ospedale Centrale di Pesaro e il più piccolo Santa Croce di Fano non verranno soppressi, ma continueranno ad essere attivi come centri di pronto soccorso e medicina d'urgenza.



Nel marzo 2022 Pesaro è stata proclamata "Capitale italiana della cultura 2024" e “Città italiana dei giovani 2022”.
Altri musei sono:
Pesaro è la città natale del compositore Gioachino Rossini, di cui è visitabile la casa-museo Rossini ed al quale sono intitolati un frequentatissimo conservatorio, l'omonimo teatro e il Museo Nazionale dedicato alla sua figura; inoltre, dal 1980, vi si svolge tutte le estati il Rossini Opera Festival che richiama appassionati della lirica da tutto il mondo.
Per il numero di eventi legati alla cultura rossiniana, Pesaro ha ottenuto nel 2017 il prestigioso riconoscimento di Città creativa per la Musica dall'UNESCO, titolo per il quale si era candidata nel 2015 con il sostegno ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dei Beni Culturali.
In occasione dell'anniversario dei 150 anni dalla morte di Rossini, nel 2018, è stato installato un impianto di filodiffusione per trasmettere le sinfonie rossiniane tra le vie del centro storico.
La cucina pesarese può vantare molte specialità, alcune delle quali tipicamente legate al nome del grande compositore Rossini:
Dal 1965 si svolge annualmente a Pesaro la Mostra del Nuovo Cinema, uno dei più importanti festival cinematografici italiani e tra le principali manifestazioni internazionali dedicate al cinema sperimentale e di ricerca.
Altre località rilevanti sparse per il territorio comunale di Pesaro sono: Arzilla di Novilara, Babbucce, Ca' Lepri, Case Bertulli, Case la Valle di Tresole, Case Monteromanesco, Cerreto, Chiusa di Ginestreto, Chiusa Nuova, Ferrata Nord, Ghetto di Roncaglia, Ghetto di Trebbiantico, La Colombaraccia, La Siligata, Le Logge, Molino Bellucci, Ponte Tavollo, Roncaglia, San Donato, Sminatori, Trebbio della Sconfitta, Tresole, Valle di Ginestreto.
Pesaro è un importante centro turistico grazie alle spiagge, ai monumenti ed alle iniziative culturali che vi si svolgono annualmente ma è soprattutto una città industriale. L'area industriale della città è caratterizzata da un forte sviluppo e, attualmente, occupa quasi tutta la valle del fiume Foglia, e una cospicua parte dei colli circostanti.
L'industria manifatturiera rappresenta la principale attività produttiva della città. In particolare il distretto del mobile è uno dei sistemi produttivi locali più rinomati, terzo per giro d'affari dopo i distretti della Brianza e dell'Alto Livenza.
Nel distretto di Pesaro si produce il 7% dei mobili italiani, percentuale che sale al 14-15% per quanto riguarda le cucine componibili, grazie ad aziende leader del settore come Scavolini, Berloni e Febal. È inoltre la sede di aziende d’importanza nazionale e internazionale come Biesse, Benelli, Morbidelli, Renco, Rivacold, Pica, Scavolini.
Settore storico per l'economia pesarese è quello dei motori e delle motociclette in particolare. Tra le aziende più importanti (del presente e del passato) troviamo Benelli, TM, MotoBi, Andreani Group. Per l'importante contributo in questo campo, Pesaro ha meritato il titolo di Città dei motori.
Pesaro vanta inoltre un'antica tradizione della maiolica, testimoniata anche dalla ricca collezione dei musei civici pesaresi. Sempre per quanto riguarda l'artigianato, Pesaro è rinomata per la lavorazione del rame, finalizzata alla decorazione di edifici e luoghi di culto di tutto il mondo, per quella del ferro battuto e infine per quella orafa.
Pesaro è attraversata dall'Autostrada A14 a tre corsie, ed è servita dallo svincolo "Pesaro-Urbino".
Le altre strade principali di collegamento consistono nella statale Adriatica SS16, lungo l'asse costiero, e nella strada Montelabbatese, lungo la valle del Foglia, che collega Pesaro con Urbino.
Nel 2012 è stato realizzato il 3º lotto della cosiddetta Interquartieri, la piccola tangenziale della città, che collega il quartiere Baratoff (zona sud di Pesaro) con la Torraccia (zona nord-ovest).
Sul lungomare di Pesaro è già in funzione il tratto locale della Ciclovia Adriatica, la lunga pista ciclabile della costa adriatica che, nelle previsioni, collegherà la foce del Po con la Puglia. La Pesaro-Fano (13 km) costituisce il ramo n. 2 della rete locale detta Bicipolitana che al momento si estende per oltre 80 km (con progetto di estensione fino a 100 km). Nel 2015 Pesaro risultava il primo comune in Italia, a pari merito con Bolzano, nella classifica annuale ABiCi di Legambiente per gli spostamenti urbani in bicicletta. La città è stata riconfermata al vertice della classifica, sempre in coppia con Bolzano, anche nel 2016, 2017 e 2018.
Pesaro è attraversata dalla ferrovia Bologna-Ancona ed è dotata di una stazione ferroviaria, situata nelle vicinanze del centro storico. Dal punto di vista del trasporto di passeggeri la stazione di Pesaro è servita da sessanta a centoventi treni al giorno, per il trasporto sia regionale che a lunga percorrenza.
La struttura è gestita dalla società Centostazioni, che include le maggiori stazioni italiane.
Tra gli eventi sportivi più significativi tenutisi nella città, nominata Città europea dello Sport per il 2017, le due edizioni del torneo internazionale di tennis della Coppa Davis (nel 1997 e nel 2016), i Mondiali di ginnastica ritmica (2017) svolti per la prima volta in Italia, oltre ai campionati nazionali di ginnastica artistica ospitati ogni anno nella città marchigiana.
Gli sport più diffusi sono la pallacanestro e la pallavolo, con le squadre cittadine presenti nella competizione di massima categoria (Serie A1) per entrambe le discipline.

La Victoria Libertas Pesaro, militante in Serie A, ha vinto due scudetti, due coppe Italia e una Coppa delle Coppe. Le partite in casa vengono giocate nel Vitrifrigo Arena, il palazzo dello sport principale della città e uno tra i più grandi di Italia. Gli allenamenti si svolgono invece nello Scavolini Auditorium, il vecchio palazzetto sportivo della città, per il quale nel 2016 è stato approvato un progetto di completa ristrutturazione.
Nel febbraio del 2020 presso la Vitrifrigo Arena si è svolta la Final Eight di basket.
La Robursport Volley Pesaro, squadra campione d'Italia per tre volte consecutive e per due volte vincitrice della coppa CEV, di una Coppa Italia e quattro Supercoppe Italiane, ha cessato ogni tipo di attività al termine della stagione 2012-13, fondendosi con lo Snoopy Volley Pesaro, dando vita ad un nuovo club chiamato Volley Pesaro[2]. Le partite in casa vengono giocate all'interno del Padiglione D Campanara. Nella stagione 2016-2017 la squadra riesce a conquistare la vittoria nel campionato di serie A2 riportando così la squadra nella massima divisione italiana.
In campo maschile invece la squadra principale è la Montesi Pesaro che milita nel campionato di Serie B.

La tradizione motociclistica pesarese risale agli inizi del XX secolo, quando nel 1911 nasce la Benelli Moto, fondata da Giuseppe e i suoi cinque fratelli. Da allora il motociclismo diverrà un fenomeno sociale ed economico oltre che sportivo. In una città con una popolazione poco superiore a 30 000 abitanti alla fine degli anni trenta, in Benelli lavoravano circa mille addetti. Fra i due conflitti mondiali Benelli entrerà a far parte del ristretto gruppo delle più grandi case motociclistiche italiane, la cosiddetta "pentarchia", insieme a Bianchi, Gilera, Moto Guzzi e Sertum, quest'ultime tutte appartenenti al distretto industriale lombardo. Tonino, il più giovane dei sei fratelli Benelli, vincerà quattro titoli italiani a cavallo degli anni 20/30 in sella alle moto che portavano il suo stesso nome. Nel dopoguerra nascerà a Pesaro e provincia un vero e proprio distretto motociclistico con la nascita di numerosi marchi, piloti e tecnici.
Dopo aver ospitato già nel 1997 la sfida tra Italia e Spagna ai quarti di finale di Coppa Davis, nel 2016 la città ha ospitato gli ottavi di finale di Coppa Davis, disputata tra le squadre di Italia e Svizzera all'interno dell'Adriatic Arena. e i quarti di finale tra Italia e Argentina, svoltisi nei campi del Tennis Club Baratoff.
La principale squadra di calcio cittadina è la Vis Pesaro che, nonostante la sua antica fondazione, non ha mai militato nella massima serie. Nella stagione 2017/18 si è classificata al primo posto del girone F di Serie D ed ha ottenuto, dopo 13 anni, l'accesso alla Serie C.
Moltissime le realtà minori che rappresentano anche le frazioni e disputano i tornei regionali e provinciali marchigiani: in Promozione militano Villa San Martino e Vismara; Pesaro calcio e Santa Veneranda disputano la Prima Categoria; Arzilla, Atletico River Urbinelli, Hellas Pesaro, Muraglia, Usav Pisaurum, Villa Ceccolini giocano in Seconda Categoria; in Terza Categoria calcano i campi di gioco Bedosti, Istituto Educazione Scolastica Dini, Junior Centro Città e Viri Fortes.
La squadra di calcio a 5, la Italservice Calcio a 5, gioca nel campionato di Serie A e si è laureata tre volte campione d'Italia (stagione 2018-19, 2020-21 e 2021-2022).
Dalla stagione 2008/2009 il Pesaro Rugby gioca in Serie B e dopo la promozione, dalla stagione 2016/2017 ha debuttato per la prima volta in Serie A.
Il trattato di scherma del 1610 dal titolo "Gran simulacro dell'arte e dell'uso della scherma di Ridolfo Capoferro di Cagli, Maestro dell'eccelsa nazione alemanna, nell'inclita città di Siena. Dedicato al Serenissimo Sig. Don Federigo Feltrio della Rovere Principe dello Stato d'Urbino", testimonia l'antichità della pratica nel territorio.
Il primo gennaio 1953 il C.O.N.I. procede alla prima affiliazione delle società schermistiche italiane. Attualmente la società ha la denominazione di A.S.D. Club Scherma Pesaro
La squadra cittadina di football americano è quella degli Angels Pesaro, che partecipano nella serie B del campionato italiano di football americano.
La U.S.D. Pallanuoto Pesarese, fondata nel 1999, per la sua prima volta vincitrice del campionato di serie C (2010-2011) accedendo alla serie B. Partecipa al campionato di Serie C.
Da febbraio 2016 si disputano all'interno dell'Adriatic Arena i Campionati Italiani Indoor di Pattinaggio Corsa, manifestazione ufficiale FISR.
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