| Acetilsalicilato di lisina | |
|---|---|
| Nomi alternativi | |
| acido acetilsalicilico lisinato, sale di lisina dell'acido acetilsalicilico | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C15H22N2O6 |
| Massa molecolare (u) | 326,345 |
| Numero CAS | |
| Numero EINECS | 263-769-3 |
| PubChem | 44219 |
| SMILES | CC(=O)OC1=CC=CC=C1C(=O)O.C(CCN)CC(C(=O)O)N |
| Indicazioni di sicurezza | |
Acetilsalicilato di lisina è un composto appartenente alla famiglia dei salicilati, della classe dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). Come farmaco viene utilizzato per attenuare il dolore, il gonfiore e la rigidità articolare di numerose malattie artrosiche ed artritiche. In Italia è venduto dalla società farmaceutica Sanofi con il nome commerciale di Cardirene e Flectadol nella forma farmacologica di polvere e solvente per soluzione iniettabile per via intramuscolare oppure endovenosa. Viene inoltre commercializzato dalla consociata Sanofi-Synthelabo con il marchio Aspegic.
Acetilsalicilato di lisina è un sale idrosolubile dell'acido acetilsalicilico, che si caratterizza per un'elevata solubilità in acqua (superiore al 40%) rispetto al composto di base, l'acido acetilsalicilico il quale è assai scarsamente solubile (0,3% circa). Il composto ha le medesime proprietà terapeutiche, antalgiche antinfiammatorie ed antipiretiche, dell'acido acetilsalicilico. La possibilità di utilizzo per via parenterale (intramuscolare ed endovenosa) ne amplia le indicazioni consentendo di evitare e talvolta ritardare il ricorso a farmaci oppiacei. Il farmaco può anche essere utilmente associato ad eventuali morfinici permettendo di ridurre il dosaggio di questi ultimi, mantenendo un buon controllo del dolore. L'attività antalgica della molecola somministrata per via endovenosa è molto rapida e si manifesta in genere entro 5-15 minuti. Anche la durata dell'effetto antalgico appare prolungata.
L'assorbimento a seguito di somministrazione per via orale è rapido e triplo rispetto a quello dell'acido acetilsalicilico, a 10 minuti dalla somministrazione. A distanza di 30 minuti le salicilemie ottenute con la somministrazione di acetilsalicilato di lisina sono all'incirca doppie rispetto a quelle prodotte dall'acido acetilsalicilico e permangono decisamente superiori anche a distanza di un'ora. A seguito di somministrazione per via endovenosa, dopo 3 minuti nel plasma è misurabile il 60% della dose e a distanza di 5 minuti ne è presente il 40% circa.
La DL50 nel topo e nel ratto è superiore a 2200 mg/kg quando assunto per os e superiore a 1600 mg/kg quando assunto per via intraperitoneale.
Acetilsalicilato di lisina viene impiegato per il trattamento sintomatico di numerosi affezioni dolorose acute, tra cui le malattie infiammatorie dell'apparato muscolo-scheletrico, malattie neoplastiche, disturbi secondari ad eventi traumatici, ed il dolore post-operatorio.
I più comuni effetti avversi riportati durante il trattamento con acetilsalicilato di lisina sono a carico dell'apparato gastrointestinale e comprendono: dispepsia, nausea, vomito, flatulenza, dolore addominale (in particolare epigastrico), diarrea o costipazione, esofagiti, ulcera gastrica o duodenale, sanguinamento gastrico o perforazione intestinale. Il danno epatobiliare si manifesta come incremento degli enzimi epatici (AST ed ALT), ed epatite tossica.
I disturbi a carico della cute e del tessuto sottocutaneo comprendono orticaria, rash cutaneo (eruzioni cutanee), prurito, mentre gli effetti avversi a carico del sistema immunitario includono reazioni di ipersensibilità, reazioni anafilattiche, difficoltà respiratoria, broncospasmo ed asma, importante edema del viso, labbra, lingua o gola, e talvolta ipotensione arteriosa.
Il verificarsi di cefalea (mal di testa), vertigine, sensazione di perdita dell'udito, tinnito, è indicativo di un effetti avversi a carico del sistema nervoso e spesso anche di un sovradosaggio.
Il farmaco non deve essere utilizzato in soggetti con ipersensibilità nota all'acido acetilsalicilico o ad uno qualsiasi degli eccipienti della formulazione farmaceutica.
Deve inoltre essere evitato da soggetti con storia di ulcera peptica (duodenale o gastrica), malattia emorragica costituzionale o acquisita, insufficienza epatica grave, insufficienza renale grave. Non deve essere assunto da donne in stato di gravidanza, in particolare in coloro che sono già nel terzo trimestre di gestazione (oltre le 24 settimane).