| Marino comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Stefano Cecchi (indipendente di centro-destra) dal 18-10-2021 |
| Data di istituzione | 1114 |
| Territorio | |
| Coordinate | 41°46′N 12°40′E |
| Altitudine | 373 m s.l.m. |
| Superficie | 24,19 km² |
| Abitanti | 46 791 (31-5-2026) |
| Densità | 1 934,31 ab./km² |
| Frazioni | Castelluccia, Cava dei Selci, Due Santi, Fontana Sala, Frattocchie, Santa Maria delle Mole |
| Comuni confinanti | Castel Gandolfo, Ciampino, Grottaferrata, Rocca di Papa, Roma |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 00047 |
| Prefisso | 06 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 058057 |
| Cod. catastale | E958 |
| Targa | Roma o RM |
| Cl. sismica | zona 2B (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona D, 1 919 GG |
| Nome abitanti | marinesi |
| Patrono | san Barnaba apostolo |
| Giorno festivo | 11 giugno |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Marino è un comune italiano di 46 791 abitanti della città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio.
Il centro storico è situato circa venti chilometri a sud di Roma, sui rilievi di origine vulcanica dei Colli Albani, ed è uno dei quattordici centri noti come Castelli Romani. Cava dei Selci, Castelluccia-Fontana Sala, Due Santi, Frattocchie, Santa Maria delle Mole sono altri centri abitati del territorio comunale.
Sul territorio comunale si trova un sito patrimonio dell'umanità, un tratto di circa quattro chilometri e mezzo della Via Appia. Regina Viarum. Il sito archeologico del mitreo di Marino ospita una delle sole tre tauroctonie ad affresco esistenti in Italia.
Parte del territorio è tutelato dal Parco regionale dell'Appia antica e dal Parco regionale dei Castelli Romani.
Il territorio comunale di Marino è esteso 24,19 km², ed è prevalentemente collinare, occupando il settore nord-occidentale dei Colli Albani.
In massima parte il suolo ha natura vulcanica, dovuta all'attività del Vulcano Laziale. In particolare, la parte orientale del territorio comunale, prossima al lago Albano, presenta suoli originati da colate "fredde" di materiale piroclastico, sovrapposte a materiali risalenti all'attività finale del vulcano, nella III e IV fase idromagmatica (20.000 - 4000 anni fa). La roccia magmatica che è derivata da questo periodo di attività vulcanica è il peperino. Il settore più occidentale del territorio invece presenta suoli di origine vulcanica più antica (50.000 - 35.000 anni fa), con presenza di pozzolana, tufo e basalto.
Il territorio è classificato dal punto di vista sismico in zona 2B (sismicità medio-alta). La sismicità è riconducibile alla presenza di fluidi di pressione riconducibili alla presenza del Vulcano Laziale, che producono a carattere casuale episodi di sciame sismico: si ricorda in particolare lo sciame sismico dei Colli Albani del 1989, con scosse che raggiunsero magnitudo 4,32.
Il reticolo idrografico del territorio comunale è composto da corsi d'acqua chiamati localmente marane", in genere di capacità ridotta, soprattutto a seguito della captazione delle acque sorgive da parte degli acquedotti comunali che hanno ridotto il flusso di acqua rispetto al passato: il Fosso della Patatona, noto anche come di Pantanella o di Valle Pantanicci, del Barco o delle Pietrare, affluente del fosso dell'Acqua Mariana e quindi, dal 1957, del fiume Almone; il Fosso di Fioranello, poi di Fiorano, affluente del fosso dell'Acqua Acetosa; il Fosso delle Scopette, affluente del fosso di Fioranello; il Fosso della Giostra, affluente del fosso del Divino Amore, e con esso del fosso dell'Acqua Acetosa; il Fosso della Torre, affluente del fosso di Vallerano; questo corso d'acqua era un tempo alimentato dall'emissario artificiale del lago Albano, il quale termina dopo un percorso ipogeo di circa un chilometro e mezzo in corrispondenza dell'origine di questo fosso in località Le Mole di Albano Laziale; i fossi di Montelungo e dei Preti, affluenti del fosso della Torre;
Poiché l'altitudine massima non raggiunge mai i 600 m s.l.m., non esistono vere e proprie montagne, sebbene alcuni rilievi abbiano assunto la denominazione di nome di "monte" (Monte Crescenzio, 379 m s.l.m.). Le quote più elevate si registrano nelle località di Costa Caselle (427 m s.l.m.) e Prato della Corte (427 m s.l.m.).
Il punto più alto del centro storico è piazza Giacomo Matteotti (373 m s.l.m.), mentre la residenza municipale si trova a 335 m s.l.m..
Il resto del territorio è disegnato dal declivio dei Colli Albani verso l'Agro romano: la località di Santa Maria delle Mole si trova a (147 m m s.l.m., Cava dei Selci a 151 m s.l.m., Frattocchie a 173 m s.l.m., Fontana Sala a 186 m s.l.m., Due Santi a 222 m s.l.m. e Castelluccia a 200 m s.l.m.
Il territorio di Marino ha un clima meso-mediterraneo: le estati sono calde e asciutte, e gli inverni miti e piovosi (media pluviometrica 1000–1200 mm). Si verifica in media un evento nevoso l'anno, senza accumuli. Durante l'inverno, la temperatura scende in media due volte l'anno sotto lo zero.
In generale, la precipitosità più alta si registra nell'area prossima al litorale laziale in direzione S-SO e procede man mano calando verso l'interno, a causa dell'ostacolo rappresentato dal rilievo orografico dei Colli Albani (fenomeno stau).
Il territorio è battuto dai venti di scirocco (S) e libeccio (SO), provenienti dal mar Tirreno, ma talvolta compare anche il "ponentino", vento dell'Ovest caratteristico di Roma e delle zone costiere dell'Italia centrale.
Durante l'inverno invece si ha la presenza di tramontana e grecale, provenienti da N e NE attraverso la vasta pianura dell'Agro Romano.
L'origine del toponimo "Marino" non è chiara. Gli eruditi del passato lo ritenevano legato alla memoria dell'uomo politico romano Gaio Mario; altre ipotesi farebbero riferimento ad una possibile derivazione del toponimo dall'aggettivo "Marianum", luogo consacrato a Maria, ad un aggettivo Maranum da mettere in relazione con l'esistenza della "marana" (fosso della Patatona o delle Pietrare), o infine al nome di un antichissimo ed ipotetico signore del luogo chiamato Marino, o Marina.
La prima ricorrenza del toponimo, sotto forma di "possessio Marinas", sarebbe presente nel "Liber pontificalis", e risalirebbe all'epoca di papa Silvestro I (314-335). La prima fonte che menziona Marino come luogo fortificato risalirebbe invece all'anno 1090, in un passo del Chronicon Sublacense, ma il passo è ritenuto interpolato; in ogni caso, la circostanza che Marino fosse un luogo fortificato è attestata da un atto notarile del 1114, rogato in Roma da un "Tedemarius abitatoris in castri qui vocatur Mareni" ("Tedemario abitante nel castello che [è] chiamato Marino").

I primi insediamenti umani attestati nel territorio di Marino risalgono al I millennio a.C. (età del Bronzo finale - prima età del Ferro), nelle località di Costa Caselle, Campofattore e Riserva del Truglio.
Sono localizzabili nel territorio comunale di Marino diversi insediamenti pre-romani:
In età romana, oltre alla sopravvivenza dell'abitato di Bovillae, sia pure sotto forma di città sparsa intorno al suo nucleo monumentale, è stato localizzato nel territorio comunale di Marino l'oppidum repubblicano di Castrimoenium. Sebbene tradizionalmente si ritenga ubicato in corrispondenza del centro storico di Marino, e precisamente nel rione Castelletto (dove sono state individuate murature di epoca romana compatibili con un complesso di edifici), gli studi più recenti tendono a collocare il sito di Castrimoenium in vocabolo Castellano nei pressi della località Sassone, in prossimità dell'incrocio tra le vie Castrimeniense e di Mola Cavona. Non sono mancate, in passato, altre proposte di ubicazione (ad esempio presso la località Civitella o Castel de' Paolis).
Il territorio fu costellato di ville suburbane durante l'età repubblicana ed imperiale, data la sua vicinanza con Tusculum, ambita meta di villeggiatura. Questi edifici hanno restituito importanti reperti, i quali in passato andarono ad arricchire le collezioni d'arte antica in altri luoghi d'Italia ed all'estero (come ad esempio l'"Apoteosi di Omero" attribuita ad Archelao da Priene, rinvenuta nel 1645 in località Torre Messer Paolo e venduta nel 1819 al British Museum di Londra). Uno dei ritrovamenti archeologici più significativi ancora esistenti sul posto è senza dubbio il mitreo di Marino, rinvenuto nel 1962 presso la stazione ferroviaria di Marino. Si tratta di un mitreo (luogo di culto del dio Mitra) affrescato databile al II secolo d.C., in eccezionale stato di conservazione.

A partire dagli ultimi decenni del III secolo, la compagine urbana di Bovillae (indicata come Bobellas nella Tabula Peutingeriana) entrò in forte decadenza, sostituita come centro di aggregazione del territorio lungo la via Appia dal nuovo insediamento di Albano, sviluppatosi intorno ad un accampamento militare, che divenne sede vescovile attestata almeno dall'inizio del V secolo.
Nell'VIII secolo il Lazio fu interessato dall'insediamento di patrimonia e domuscultae, articolate in massae, strutture produttive sorte in ambito ecclesiastico per lo sfruttamento agricolo ed il controllo del territorio. Nel territorio marinese si trovavano alcuni fondi distaccati appartenenti al patrimonium Appiae e alle massae Marulis, il cui centro era situato probabilmente a Grottaferrata presso il XII miglio della via Latina, e Sulpiciana, che si estendeva lungo la via Nettunense da Frattocchie a Castel Savello presso Albano Laziale. In questo periodo si sviluppò anche una possessio Marinas, citata dal Liber pontificalis al tempo di papa Silvestro I, a partire dalla quale si sviluppò il centro storico di Marino.
Marino, come tutta l'area dei Colli Albani, fu soggetta all'influenza dei Conti di Tuscolo, potente famiglia baronale romana che esercitò il proprio potere tra il X e l'XI secolo. Ai Conti di Tuscolo sarebbe da attribuire la prima fortificazione del centro storico, a partire dal luogo dell'attuale Palazzo Colonna, nell'ambito di un processo di incastellamento del territorio.
Nel 1237 Giacoma de Settesoli, vedova di Graziano Frangipane, e suo figlio Giovanni Frangipane, signori del castello di Marino, stipularono con gli abitanti una convenzione, nella quale riconobbero e promisero di conservare gli usi e le consuetudini locali già vigenti. Giacoma o Jacopa de Settesoli protesse Francesco d'Assisi fin dal suo primo soggiorno a Roma nel 1210, e fu ispiratrice del Terzo ordine regolare di San Francesco; è sepolta ad Assisi nella cripta della Basilica inferiore di San Francesco. In memoria di questo legame tra la castellana di Marino ed il Santo di Assisi, i due comuni di Marino ed Assisi hanno stretto un gemellaggio.
I Frangipane rimasero signori di Marino fino al 1253; in seguito il feudo fu per un breve periodo usurpato dalla famiglia dei Conti di Poli, e nel 1266 venne in proprietà al cardinale Matteo Rubeo Orsini. Sotto il dominio feudale della famiglia Orsini, il castello venne espanso e fortificato, e per questo subì un assedio nel 1267 da parte del "senator" ghibellino Enrico di Castiglia e nel 1347 fu assediato dal "tribuno del popolo" Cola di Rienzo, entrambe le volte senza successo.
Negli anni dello Scisma d'Occidente (1378-1417), che vide la contrapposizione tra il papa di Roma ed uno o più antipapi, papa Urbano VI e l'antipapa Clemente VII misero in campo due eserciti mercenari, che si affrontarono nella battaglia di Marino (30 aprile 1379), al termine della quale la vittoria arrise ai mercenari di Urbano VI, comandati dal condottiero Alberico da Barbiano. In seguito alla battaglia, il signore di Marino, Giordano Orsini, seguace dell'antipapa Clemente VII, fu scacciato dal castello da suo figlio Giacomo, che si era messo al seguito di papa Urbano VI. Giacomo Orsini mantenne il controllo del castello fino al 1385, quando fu a sua volta scacciato da suo cugino Onorato Caetani. Durante tutto il periodo dello Scisma d'Occidente, il castello di Marino fu oggetto di contesa tra vari personaggi: tra il 1399 e il 1405 appartenne direttamente alla Camera Apostolica; dal 1408 al 1414 fu occupata da Ladislao I di Napoli che la concesse a Giordano e Niccolò Colonna; quindi tornò ai Caetani, che infine nel 1419 la vendettero alla famiglia Colonna, la quale conserverà il feudo di Marino fino al 1816.

La famiglia Colonna, nei primi decenni di possesso del feudo, utilizzò Marino come base militare, coinvolgendolo in numerosi eventi bellici, che provocarono la distruzione del castello nel 1501 e nel 1526. Ascanio I Colonna avviò un programma di rinnovamento dell'abitato dopo le distruzioni subite, sugellato dal soggiorno a Marino di Carlo V d'Asburgo nell'aprile 1536, prima che l'imperatore facesse il suo ingresso trionfale a Roma, durante il viaggio cerimoniale attraverso l'Italia che fece seguito alla conquista di Tunisi.
Marcantonio II Colonna e suo figlio Ascanio Colonna proseguirono l'opera di rinnovamento urbanistico dell'abitato e di sviluppo sociale ed economico del feudo, che nel 1606 fu eretto in Ducato.
La prima metà del Seicento fu caratterizzata dalla prosecuzione degli interventi di rinnovamento urbano commissionati dalla coppia ducale composta da Filippo I Colonna e Lucrezia Tomacelli e poi da loro figlio, il cardinale Girolamo Colonna. Contestualmente, si verificò un mutamento sociale e demografico della popolazione, legato anche alla peste del 1656.
La riattivazione della via Appia, promossa alla fine del Settecento da papa Pio VI, determinò la minore importanza di Marino come stazione di posta lungo la via corriera tra Roma e Napoli, favorendo contestualmente lo sviluppo delle località poste lungo la nuova direttrice (Albano, Genzano).

Dopo la parentesi repubblicana del 1798-1799 ed il periodo di occupazione napoleonica (1806-1814), nel 1816 il principe Filippo III Colonna rinunciò al dominio feudale su Marino ed altri feudi, a seguito dell'adozione del motu proprio "Quando per ammirabile disposizione" da parte di Papa Pio VII.
Sotto il pontificato di papa Gregorio XVI, nel 1831 Marino divenne sede di Governo, e nel 1835 ottenne il titolo di Città.
La ferrovia Roma-Frascati, entrata in esercizio nel 1856, fu la prima linea ferroviaria ad attraversare il territorio comunale, seguita dalla ferrovia Roma-Velletri (1863). Nel 1880 fu inaugurata una linea tranviaria Roma-Marino, sostituita nel 1889 dalla ferrovia Roma-Albano ancora in esercizio. Nel 1906 entrarono in esercizio le tranvie dei Castelli Romani. La relativa facilità di comunicazioni con la Capitale favorì la scelta come meta di villeggiatura di Marino e delle altre località vicine, che presero la denominazione ormai comunemente in uso di "Castelli Romani".
Negli ultimi anni dell'Ottocento, a Marino si verificarono agitazioni contadine, finalizzate ad ottenere il possesso della terra coltivabile erodendo il latifondo, ed agitazioni operaie. Furono anni di crescente violenza politica, caratterizzata dalla contrapposizione a livello locale tra i repubblicani, spesso con una forte connotazione anticlericale, i cattolici ed il nascente movimento socialista.

All'inizio del Novecento, Marino si presentava come "un ragguardevole comune di oltre 10.000 abitanti, capoluogo di mandamento". Nel 1906 entrarono in funzione le tranvie dei Castelli Romani. La maggior facilità di comunicazione con Roma alimentò il fenomeno della villeggiatura, che attirò nei centri abitanti dei Castelli Romani personalità del mondo culturale, economico e politico. In questo contesto, nel settembre-ottobre 1904, si svolsero le "feste castromenie", manifestazione che costituì il preludio di quella che a partire dal 1925 sarà la Sagra dell'uva.
Nel 1916 iniziò lo sviluppo della "città giardino" di Ciampino, per iniziativa della Cooperativa Colli Parioli, in un'area del territorio comunale di Marino a ridosso del nuovo aeroporto.
Durante la seconda guerra mondiale, il territorio marinese venne colpito per la prima volta dai bombardamenti aerei anglo-americani il 19 luglio 1943, con il bombardamento della frazione di Ciampino, obiettivo militare per la presenza dello snodo ferroviario e dell'aeroporto di Roma-Ciampino. Dopo lo sbarco di Anzio (22 gennaio 1944), i Castelli Romani divennero l'immediata retrovia del fronte e furono soggetti a pesanti bombardamenti. Il 2 febbraio 1944 il centro storico di Marino fu bombardato dalla United States Air Force, provocando centinaia di vittime tra i civili. Ulteriori bombardamenti colpirono il centro storico il 17 febbraio ed alla fine di maggio, durante le operazioni finali di sfondamento del fronte nella zona di Velletri. Le truppe alleate raggiunsero Marino il 4 giugno 1944.
La massiccia crescita della popolazione di Roma determinò anche lo sviluppo di nuclei abitati nel territorio comunale di Marino più immediatamente a ridosso del territorio romano, a partire da Ciampino che si espanse intorno al nucleo della "città giardino" fondata negli anni Venti. Si formarono nuovi nuclei abitati, in parte abusivi, a Frattocchie, Santa Maria delle Mole, Cava dei Selci, Castelluccia e Fontana Sala, che divennero sempre più popolosi, fino a superare il numero di abitanti del centro storico.
D'altra parte, il consumo di suolo per le attività edilizie determinò una riduzione dell'importanza dell'agricoltura nell'economia locale, ed in particolare della viticoltura. Ciò nonostante, nel 1970 il vino di Marino ottenne il riconoscimento della denominazione di origine controllata, e nel 1973 la cantina sociale cooperativa "Gotto d'Oro", principale produttore vinicolo di Marino, inaugurò il nuovo stabilimento in via del Divino Amore n. 347.
Nel 1974 la frazione di Ciampino ottenne l'autonomia amministrativa da Marino, costituendosi comune autonomo. Anche gli abitanti delle frazioni di Santa Maria delle Mole, Frattocchie, Cava dei Selci e Castelluccia-Fontana Sala, dopo un referendum tenutosi nel 1992, ottenero l'autonomia amministrativa del comune autonomo di Boville nel 1994. Tuttavia la costituzione del nuovo comune fu dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale nel 1995, ed il suo territorio accorpato nuovamente al territorio di Marino.
Le Amministrazioni comunali successive sono state impegnate nella complessa opera di ricucitura di un territorio comunale vasto e variegato, con l'obiettivo di offrire servizi adeguati ad una popolazione sempre crescente, che ormai sfiora i 50.000 abitanti.
Dal 1950 al 1993 una villa al chilometro 22 della Via Appia, in località Due Santi ai confini comunali con Castel Gandolfo, ospitò la scuola centrale del Partito Comunista Italiano, meglio nota come "Scuola delle Frattocchie".
Nel 2024 l'UNESCO ha inserito la "Via Appia. Regina Viarum" tra i siti Patrimonio dell'umanità: il territorio comunale di Marino è attraversato dalla via Appia per un tratto di quattro chilometri e mezzo.


Lo stemma comunale ed il gonfalone della Città di Marino sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano del 2 ottobre 2006.
La bandiera è un drappo di bianco con la bordatura di azzurro, caricato al centro dello stemma cittadino.
L'emblema del cavaliere vessillifero al galoppo, corredato all'intorno della scritta SIGILLUM TERRAE MARENI, è attestato dal 1564.
Il motto cittadino è rappresentato dall'acronimo S.P.Q.M., Senatus Populusque Marinensis, coniato sulla falsariga del celebre acronimo SPQR dopo la concessione a Marino del titolo di Città, nel 1835.

Sono esistite in passato chiese dedicate a:
Sul territorio comunale si contano almeno 32 immagini mariane, alcune delle quali di notevole interesse storico e socio-culturale, come la Madonna de 'u Sassu a Borgo Garibaldi (1596), la Madonna c.d. di Giani in Corso Vittoria Colonna (1796), la Madonna del Buon Consiglio in via Roma, la Madonna delle Mole (1949) nella frazione omonima.


Il territorio della Campagna Romana è punteggiato di torri, edificate a partire dal X-XI secolo con funzione di vero e proprio sistema semaforico, dalle torri di vedetta esterne verso il castello baronale. L'efficacia militare di queste strutture in genere cessò a partire dal XIV secolo, con l'introduzione delle armi da fuoco. In alcuni casi le torri, munite di un antemurale, si trasformarono in veri e propri castelletti.
Sul territorio comunale di Marino rimane la presenza o la memoria delle seguenti fortificazioni medioevali:

Altre fontane artistiche sono quelle di piazza Giuseppe Garibaldi (1880), via Giuseppe Garibaldi (fontana a tazza al centro della scalinata "Don Giovanni Lovrovich"), Corso Vittoria Colonna (fontana a cascata presso l'ingresso del parco pubblico di Villa Desideri, 1994)), la fontana di piazza Palmiro Togliatti a Santa Maria delle Mole decorata dalla scultura in peperino "All'Astronauta" di Paolo Marazzi (1981). Una fontana di marmo in stile berniniano fu collocata nel 1889 in piazza Giacomo Matteotti, e rimossa nel 1906 per le esigenze del traffico tranviario. Fino agli anni Cinquanta del XX secolo in Via di Palazzo Colonna, lungo il lato occidentale del Palazzo, esisteva un fontanile chiamato "di Gaudenzio", a servizio della vecchia sede di mercato e dell'antico mattatoio: nel 2012 al suo posto è stata ricollocata una fontanella.
Il fontanile d'Ammonte, situato nel quartiere Acquasanta presso l'omonima torre, era l'antico fontanile mulierum e lavatoio, rimasto in funzione fino al secondo dopoguerra. Un altro fontanile pubblico ancora esistente è quello di Borgo Garibaldi, completato da un abbeveratoio su strada (1896). e di Fontana Sala.


Una serie di opere d'arte in peperino sono state collocate presso il parco pubblico realizzato nel 1995 dal Comitato di quartiere Cave di Peperino, in prossimità delle antiche cave:
Un altro gruppo di opere d'arte in peperino è stato collocato presso piazzale Mario Mercuri (San Rocco):
Nel 2023 è stato collocato all'interno del Presidio ospedaliero "San Giuseppe" di Marino un busto in bronzo del chirurgo Mario Montalembert Giordani, per molti anni primario nel nosocomio marinese ed è scomparso nel 2014, opera realizzata da Umberto Mastroianni. L'opera è stata donata dalla Fondazione "Roma Chirurgia" al Comune di Marino.

Il principale sito archeologico del territorio è il mitreo di Marino, in Via Borgo Stazione. L'offerta archeologica del centro storico è completata dal Museo civico "Umberto Mastroianni", ospitato negli spazi dell'ex-chiesa di Santa Lucia, nei cui locali sotterranei è stata rinvenuta una cisterna di epoca romana riadattata a luogo di culto cristiano.
A Frattocchie, all'interno di una proprietà privata in Via delle Giostre, sono visibili alcune arcate dei carceres del circo di Bovillae. Si tratta di uno dei pochi avanzi pertinenti agli scavi archeologici condotti nell'Ottocento sul sito di Bovillae ancora visibili. A poche centinaia di metri di distanza, al XII miglio della Via Appia, è visibile un sepolcro a camera conosciuto come "Torraccio".
Nel 2014, durante i lavori di costruzione di un fast food all'incrocio tra le moderne vie di Sassone, Appia Nuova e Nettunense, è emerso un tratto di strada romana pavimentato lungo 45 metri, ai cui margini sono state rinvenute tre sepolture databili al II o III secolo d.C. Il tratto di strada è stato preservato all'interno dell'esercizio commerciale.
A Santa Maria delle Mole, in prossimità di Viale della Repubblica, sono stati rinvenuti resti di un impianto termale e di altre strutture residenziali. poste in relazione con la via Appia Antica.
Il 54,9% del territorio comunale è agricolo, il 6,3% è boscoso, mentre il verde urbano occupa l'1,1% del territorio (25,67 ettari). Il territorio comunale è parzialmente incluso nel perimetro del Parco regionale dell'Appia antica ed in quello del Parco regionale dei Castelli Romani.
Il territorio di Marino è attraversato dalla via Francigena. Il Comune di Marino è uno soci fondatori della DMO "Francigena Sud nel Lazio". Nel 2022 il Circolo Legambiente "Appia Sud il Riccio" ha creato il percorso "La Via del Riccio", che parte dall'Info Point Appia Antica X - XI miglio di Santa Maria delle Mole ed arriva a Marino centro.
Il "Sentiero de 'u Sassu" collega il parco dell'Acquasanta con quello di Cave di Peperino.
Tra le aree naturali tutelate più significative del territorio ci sono il Bosco Ferentano, il Barco Colonna e l'area del Divino Amore.
Abitanti censiti

Al 1º gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 4 229, pari al 9,11% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:
Il dialetto locale fa parte della famiglia dei dialetti laziali centro-settentrionali. Una peculiarità di questo dialetto è che se ne sono potute studiare le affinità e le divergenze rispetto all'antico dialetto romanesco attestato nella Cronica dell'Anonimo Romano, riscontrandone la conservatività almeno fino alla fine dell'Ottocento, con caratteri in parte ancora vivi almeno come relitti ancora nel marinese odierno (la sostituzione delle -o finali con -u, la sonorizzazione postnasalica, il tipo "so magnato, sí magnato").

Chiesa cattolica
Il territorio di Marino è incluso nella diocesi suburbicaria di Albano. Esistono sette parrocchie, sei delle quali afferenti al Vicariato di Marino ed una (Cava dei Selci) al Vicariato di Ciampino.
Sul territorio comunale esistono diverse comunità monastiche, maschili e femminili, alcune delle quali presenti da lungo tempo e che hanno stretto forti legami con la popolazione, come quelle delle Piccole Sorelle dei Poveri (1893, localmente e popolarmente note come "Monache Camporesi"), delle Suore della Sacra Famiglia di Bordeaux (1927, "Monache della Speranza"), delle Suore missionarie di Nostra Signora degli Apostoli (1938, "Monache di Colizza"), le Suore oblate di Gesù e Maria a Frattocchie (1941), le Betlemite figlie del Sacro Cuore a Sassone, le Figlie del Divino Zelo ("Villa del Sole"), per citarne alcune. I Missionari oblati di Maria Immacolata hanno a Marino il loro Centro giovanile, in memoria del sacrificio del confratello padre Armando Messuri nel 1944. In passato la comunità religiosa femminile delle Maestre Pie Venerini, fondata nel 1732, ha avuto una grande importanza nell'educazione dei giovani ed in particolare delle ragazze. Anticamente sono esistite comunità religiose dei padri Agostiniani (1580-1954), dei Chierici regolari minori (1637), dei padri Dottrinari (1835-1870), dei padri Giuseppini (1920-1923), che pure contribuirono in diversi modi allo sviluppo della comunità. Marino ospita la casa madre delle Piccole Discepole di Gesù, associazione laicale religiosa femminile fondata nel 1919. Esiste anche il ramo maschile dei Discepoli di Gesù.
La comunità di Marino ha dato i natali ai Servi di Dio Guglielmo Grassi (inchiesta diocesana conclusa nel 2025) e Zaccaria Negroni (inchiesta diocesana conclusa nel 2005). In passato fu considerata venerabile anche la figura di Barbara Costantini (1700-1773). Padre Enrico Zoffoli era nato a Marino.
Viene ancora portata avanti la lunga tradizione delle confraternite, che secondo una versione riportata dagli autori antichi avrebbe avuto uno dei centri di diffusione proprio a Marino. In passato le confraternite erano numerose e floride, in quanto dotate di un considerevole potere economico (immobili e fondi rustici derivanti da lasciti testamentari e donazioni). Nel 1806 a Marino operavano sette confraternite, di sedici che esistevano in tutta la diocesi di Albano. Sono esistite in passato le Confraternità della Carità (o "di Gesù, Giuseppe e Maria", del SS. Crocifisso, delle Anime del Purgatorio, del Santissimo Sacramento; esistono ancora la Confraternita del Gonfalone di Marino e quella della Madonna del Rosario.
Chiesa ortodossa
Esiste a Marino una parrocchia ortodossa romena intitolata ai santi Ermilo e Stratonico, dipendente dalla diocesi ortodossa romena d'Italia. La comunità si riunisce nei locali sottostanti la basilica di San Barnaba, in Via Giuseppe Garibaldi n. 54, messi a disposizione dalla parrocchia cattolica.
Testimoni di Geova.
La comunità di fedeli che aderisce alla confessione religiosa dei Testimoni di Geova fa riferimento alla Sala del Regno sita in Via del Fontanile Anagnino n. 62 in località Morena, nel comune di Roma.
Ha sede nel Comune il Presidio ospedaliero "San Giuseppe" della Azienda Sanitaria Locale Roma 6, afferente al Distretto H3.

Sul fronte delle biblioteche, la principale è la comunale "Vittoria Colonna", ospitata nel parco di Villa Desideri fin dalla sua fondazione nel 1984, che conserva circa 24.000 volumi e oltre 1.700 documenti storici provenienti dall'archivio comunale, ed è stata tra i soci fondatori del Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani nel 1997. Dal 2017 è attiva anche la biblioteca popolare "Giselda Rosati".
Sul fronte delle scuole, il territorio conta 9 asili nido accreditati, tre istituti comprensivi pubblici e cinque scuole paritarie, mentre per le superiori è presente solo una sede distaccata dell'Istituto Amari Mercuri, erede dello storico Istituto d'Arte Paolo Mercuri fondato nel 1919. In località Due Santi è presente dal 1994 il campus romano della University of Dallas.
Per i musei, si segnalano il Museo Civico Umberto Mastroianni e i percorsi nelle grotte sotterranee di Palazzo Colonna, aperti al pubblico nel 1999, che si articolano in due sezioni: una dedicata ai rifugi della seconda guerra mondiale e una alla tradizione vinicola locale. Completa il quadro il Museo del Carretto.
L'istruzione musicale ricevette sempre una particolare attenzione a Marino. In questo contesto si formarono diversi musicisti di valore: Giacomo Carissimi (1605-1674), Bonifazio Graziani (1606-1664), Giovanni Battista Mocchi (1618-1668), esponenti della scuola polifonica romana.
Sebbene esistano testimonianze dell'esistenza di complessi musicali a partire dall'inizio del XIX secolo, il primo concerto filarmonico di cui si hanno notizie certe nacque a Marino nel 1873, si sciolse nel 1886 e fu ricomposto nel 1909; nuovamente sciolto alla morte dello storico direttore Enrico Ugolini nel 1961, è stato ricostituito nel 1975 nell'ambito della Pro Loco di Marino. Oggi il concerto filarmonico "Enrico Ugolini" è la principale banda musicale del territorio comunale. Un'altra realtà musicale cittadina è la società di divertimento "Volemose bene", fondata nel 1951.
Il gruppo rock progressive Banco del Mutuo Soccorso, costituitosi nel 1968, ha avuto e mantiene forti legami con Marino.
Nel territorio comunale hanno sede il teatro comunale "Vittoria Colonna" e l'auditorium parrocchiale "monsignor Guglielmo Grassi".
Federico Fellini ha girato a Marino scene di numerosi film:
A Marino sono state anche girate scene di Un maledetto imbroglio (1958) di Pietro Germi, ispirato al romanzo di Carlo Emilio Gadda "Quer pasticciaccio brutto de via Merulana", che in alcune parti è appunto ambientato a Marino e nel suo territorio.
Più recentemente, nel centro storico di Marino sono state girate alcune scene di Ritorno al crimine (2021), con la partecipazione di Alessandro Gassmann e Marco Giallini, e della serie Netflix Il mostro (2025) diretta da Stefano Sollima.

La vicinanza di Marino e del suo territorio a Roma e la loro collocazione lungo il fascio di strade di collegamento con Napoli, hanno fatto sì che diversi autori di passaggio si siano soffermati a descrivere questo territorio.
Nel XVIII secolo si diffuse la moda del "Grand Tour", intrapreso da viaggiatori italiani e stranieri alla scoperta dell'Italia, e Marino fu spesso tappa di scrittori ed artisti in viaggio tra Roma e Napoli. Tra essi ricordiamo Johann Caspar von Goethe (1740) ed il suo figlio più celebre, Johann Wolfgang von Goethe (1787), Giacomo Casanova (1774); Ellis Cornelia Knight (1778) e Massimo d'Azeglio (1824), che hanno lasciato descrizioni del loro soggiorno a Marino.
Marino compare in diverse opere poetiche, tra cui la poesia "La Battaglia di Marino", raccolta tra le "Poesie in dialetto velletrano" di Giovanni Battista Iachini (1884), che vuole raccontare satiricamente il saccheggio di Marino avvenuto nel 1526 ad opera di soldati velletrani inviati per ordine di papa Clemente VII, ed i componimenti di Mario dell'Arco ("Marino Olimpo in Terra", 1994) e del poeta marinese Franco Campegiani.
Per alcuni anni, tra le due guerre mondiali, Marino fu al centro del vivace ambiente culturale della poesia e della canzone dialettale romanesca. Ne sono testimonianza le stornellate popolari in dialetto romanesco "'Na gita a li Castelli" di Franco Silvestri (1926), resa celeberrima dall'interpretazione di Ettore Petrolini (che possedeva un villino a Castel Gandolfo, poco distante da Marino), "Sagra d'amore" (1926) e "La Sagra dell'amore" (1926) di Giuseppe Micheli. Contribuì a questo clima culturale Leone Ciprelli, di origini marinesi, considerato il promotore della Sagra dell'uva.
Giuseppe Ungaretti visse a Marino con la sua famiglia dall'estate 1926 al 1934, inizialmente in un appartamento in Corso Vittoria Colonna n. 68, e poi dal 1931 nel villino chiamato "Il Ghibellino", in Viale Giuseppe Mazzini n. 7. A Marino nacque il figlio Antonietto (1930) ed il poeta eseguì la stesura finale dell'opera "Sentimento del tempo". "Il poeta di Marino", come venne chiamato in quel periodo, rimase fortemente legato alla cittadina, che ne commemora il periodo marinese con una piazza, una scuola media ed una lapide apposta nel 1990 sulla facciata di Palazzo Colonna.
La città ed il suo territorio fanno da sfondo anche ad un racconto delle "Novelle per un anno" di Luigi Pirandello (1917), ambientato presso un villino con vista sul Lago Albano situato tra Marino e Castel Gandolfo, e soprattutto a "Quer pasticciaccio brutto de via Merulana" di Carlo Emilio Gadda (1957). Gadda ha ambientato a Marino anche un vivo racconto pubblicato nella raccolta "Il castello di Udine" (1934), intitolato "La festa dell'uva di Marino", descrizione di un suo viaggio a Marino durante una Sagra dell'uva.
La Sagra dell'uva è uno degli sfondi narrativi del romanzo "La linea del colore" (2020) della scrittrice italo-somalo Igiaba Scego, la quale offre una prospettiva nuova del monumento più iconico di Marino, la fontana dei Quattro Mori, vista dal lato dei prigionieri sofferenti.

La cucina marinese non si distingue praticamente in nulla dalla cucina romana, se non per alcuni prodotti particolari come la porchetta (comunemente identificata con il vicino comune di Ariccia, ma diffusa in tutti i Castelli Romani ed anche in altre zone dell'Italia centrale) e le "coppiette" di maiale per quanto riguarda i salumi, i mostaccioli (in una loro variante laziale molto simile a quella partenopea o salentina), i "brutti ma buoni", le ciambelle al mosto (prodotto a indicazione geografica protetta di Marino) ed i "biscotti della sposa" nel campo dolciario ed infine il vino bianco locale.
Il Consorzio di Tutela di Marino nel 2006 ha registrato il marchio delle ciambelle al mosto presso l'Ufficio italiano brevetti e marchi.
Dal 2018 le ciambelle al mosto, il pane nel formato cosiddetto "topolino", le ciambelle al vino ed il vino di Marino sono tutelati da un marchio collettivo figurativo registrato presso l'Ufficio europeo dei brevetti.

Il centro storico di Marino occupa una sottile cresta in declivio, della larghezza di circa 200 metri, costituita da un banco di pietra tufacea di forma allungata, delimitata ad ovest da un'angusta vallata (zona del quartiere Cave di Peperino), a sud dal Barco Colonna, ed a nord-est dalla linea di impluvio (zona del quartiere Vascarelle). Verso nord, la cresta si rastrema perdendo rapidamente di quota verso l'Agro Romano. Anche a causa della natura del supporto geomorfologico su cui è sorto, il nucleo abitato storico è ancora facilmente individuabile. L'impianto generale del centro storico è assimilabile al tipo "a fuso d'acropoli".
Il rinnovamento urbanistico del centro storico medioevale (rioni Castelletto, Coste, Santa Lucia) dopo le devastazioni subite nel 1501 e nel 1526, è dovuto ad Ascanio I Colonna, probabilmente in relazione al passaggio dell'imperatore Carlo V d'Asburgo per Marino nel 1536, e proseguito dal figlio Marcantonio II Colonna. La ricostruzione di Palazzo Colonna venne affidata ad Antonio da Sangallo il Giovane; la costruzione è rimasta incompiuta circa ad un quarto di quanto progettato dall'architetto, forse a causa della partenza di Marcantonio per l'incarico di Vicerè di Sicilia nel 1577. La costruzione del Palazzo Colonna al centro della città e l'apertura della "Strada Nuova" (Via Roma), della "Strada Larga" (Corso Trieste) della "Rua" (Via Cavour) e della strada di Porta Giordana (Via Paolo Mercuri) hanno determinato una singolare conformazione "a fiocco" dell'abitato, disposto intorno al palazzo signorile, oggi residenza municipale. Intorno al Palazzo, si dispongono le piazze storiche che hanno rappresentato per secoli i luoghi principali della vita cittadina: San Barnaba (già del Duomo o del Plebiscito), Lepanto (dove era originariamente collocata la fontana dei Mori), della Repubblica, largo Guglielmo Oberdan (antica sede di mercato), con l'allungamento moderno del belvedere. Oggi uno dei luoghi centrali della vita cittadina è invece piazza Giacomo Matteotti, che sorge in un luogo inizialmente percepito come periferico (localmente è ancora nota come "la Porta"): simbolicamente, nel 1969 è stata qui ricollocata la fontana dei Mori, restaurata dopo la devastazione subita nel bombardamento aereo del 2 febbraio 1944.
I successivi interventi urbanistici patrocinati da esponenti della famiglia Colonna riguardarono l'edificazione di ville e giardini suburbani: i Giardini ed il Barco Colonna, le ville di Belpoggio, Bevilacqua, della Sirena a Frattocchie. L'ultima stagione delle ville è rappresentata da Villa Gabrielli; successivamente tutto il sistema di ville colonnesi del territorio venne messo a reddito, determinandone il progressivo degrado.
Negli anni successivi all'annessione del Lazio al Regno d'Italia (1870), incominciò l'espansione dell'abitato al di fuori del vecchio nucleo storico, con l'apertura nel 1878-1879 di Viale Massimo D'Azegglio e Viale Giuseppe Mazzini attraverso l'area degli ex-Giardini Colonna, ormai ridotti ad orti (Orti Batocchi, dal nome dell'affittuario), e la lottizzazione a villini in località San Rocco (attuale Corso Vittoria Colonna) nel 1884.
Dopo la seconda guerra mondiale il piano di ricostruzione approvato nel 1954 mise in conto la nuova espansione verso l'attuale quartiere Vascarelle, e tra gli anni sessanta e settanta si completò l'edificazione del quartiere Villa Desideri nell'area dell'ex-villa Colonna di Belpoggio.
Il primo piano regolatore generale del Comune di Marino venne adottato nel 1976. In seguito, vennero approvate dal Consiglio comunale delle varianti nel 1989-1994 e nel 2000-2004. Nel 2008 il Comune di Marino ha dato il via libera per l'edificazione di due piani di edilizia economica e popolare in località Costa Caselle e Paolina.
Nel 2021 fu avviato l'iter di approvazione di un Piano urbanistico comunale generale; tuttavia l'iter rimase incompleto alla fine della consiliatura. Nell'estate 2025 è stato avviato l'iter per un altro Piano urbanistico generale comunale.

Il territorio è suddiviso in rioni e quartieri, in alcuni dei quali si sono costituiti comitati di quartiere di lunga tradizione. Ad agosto 2025 erano costituiti 16 comitati di quartiere.
Il Comune di Marino dal 1992 al 2006 ha previsto nel proprio Statuto comunale le circoscrizioni di decentramento comunale, quali organi di partecipazione, consultazione e gestione dei servizi di base. Le circoscrizioni furono istituite in numero di tre dal regolamento comunale approvato con delibera n° 6 del 6 gennaio 1992 dal Consiglio comunale. L'istituzione delle circoscrizioni pose fine al precedente esperimento dei Consigli di Frazione.
Le frazioni del territorio comunale sono Santa Maria delle Mole, Frattocchie, Due Santi, Cava dei Selci, Castelluccia-Fontana Sala.
Altre località del territorio sono:
La vitivinicoltura, all'interno del settore primario è stato storicamente per lungo tempo il settore trainante dell'economia locale. La coltura specializzata della vite, grazie alla sua redditività, ha permesso la costruzione, nei centri abitati dei Colli Albani, di un luogo sociale particolare. Al vino di Marino è stata riconosciuta una denominazione di origine controllata ed il relativo disciplinare di produzione è stato approvato con decreto del Presidente della Repubblica del 6 agosto 1970. Nel 2024, secondo i dati della Confederazione nazionale dei Consorzi volontari per la Tutela delle Denominazioni dei Vini Italiani (FEDERDOC), la denominazione "Marino" era rivendicata da 55 produttori e copriva il 7,37% della produzione regionale. Il principale produttore vinicolo del territorio è la cantina sociale cooperativa "Gotto d'Oro", fondata nel 1946.
In passato è esistita una fiorente attività estrattiva presso le cave di peperino (Cave di Peperino) e di basalto (Cava dei Selci). Il settore delle costruzioni rappresenta un'attività economica importante nell'attuale panorama economico del territorio.
Gli artigiani marinesi sono riuniti nell'Associazione Artigiana "Zaccaria Negroni". Tra le attività artigiane più praticate, la lavorazione del ferro, la tipografia e la panificazione.
Marino ha ospitato la sede principale di due istituti di credito,la Banca di Credito Cooperativo San Barnaba, fondata nel 1908 e fusa per incorporazione nel 2017 nella Banca di Credito Cooperativo "Colli Albani", e la Banca di Marino, fondata nel 1920 e fusa per incorporazione nella Banca Popolare di Milano.
Il turismo è di tipo lacuale di prossimità.
Il territorio comunale è interessato dalle seguenti direttrici stradali:

Il comune è servito dalla stazione di Marino Laziale, posta sulla Ferrovia Roma-Albano e dalla stazione di Santa Maria delle Mole, situata sulla Ferrovia Roma-Velletri.
In passato Marino era servito dalle Tranvie dei Castelli Romani.
Fino al 1974, data del riconoscimento dell'autonomia amministrativa del comune di Ciampino, l'aeroporto di Roma-Ciampino ricadeva in parte nel territorio marinese.
La COTRAL, compagnia regionalizzata dei trasporti pubblici, assicura numerose corse interurbane nei Castelli e di collegamento con Roma.
Il trasporto urbano su gomma è assicurato attraverso un contratto di servizio con l'azienda "Schiaffini Travel s.p.a.", che tra l'altro ha avuto le sue origini proprio a Marino nel 1949.
Di seguito l'elenco dei sindaci di Marino dal 1988, presente nell'Anagrafe degli Amministratori Locali del Ministero dell'Interno. Nel periodo dal 1993 al 1996, durante l'esistenza del comune autonomo di Boville, ci sono stati due commissari prefettizi, uno a Marino ed uno a Boville.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 21 ottobre 2021 | in carica | Stefano Cecchi | Cittadini di Marino; Costruiamo il Decentramento; Emergenza Ambiente Santa Maria delle Mole; Europa in Comune; Forza Italia; Laboratorio Rinascita; Lega per Salvini Premier; Movimento Cittadino | Sindaco | in carica |
| 21 giugno 2016 | 21 ottobre 2021 | Avv. Carlo Colizza | Movimento 5 Stelle | Sindaco | Scadenza naturale del mandato |
| 13 ottobre 2015 | 21 giugno 2016 | Dott.ssa Enza Caporale | Commissario straordinario | ||
| 18 settembre 2015 | 13 ottobre 2015 | Dott.ssa Enza Caporale | Commissario prefettizio | ||
| 10 aprile 2015 | 8 settembre 2015 | Fabrizio De Santis | Vicesindaco supplente | Cessazione incarico (Dimissione metà più uno dei consiglieri comunali) | |
| 27 maggio 2014 | 10 aprile 2015 | Fabio Silvagni | Accendi il Futuro; Aurora; Costruiamo il Decentramento; Fabio Silvagni Sindaco; Forza Italia; Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale; Idee Nuove; Marino Futura; Nuovo Centrodestra; UDC | Sindaco | Altra causa |
| 29 aprile 2013 | 25 maggio 2014 | Fabrizio De Santis | Vicesindaco reggente | Cessazione incarico | |
| 18 maggio 2011 | 29 aprile 2013 | Adriano Palozzi | Alleanza per l'Italia; Costruiamo il Decentramento; Forza del Sud; Futuro e Libertà; Idee Nuove; Il Popolo della Libertà; UDC; Uniti per Marino | Sindaco | Altre cause di decadenza da carica elettiva o di revoca della nomina (elezione del sindaco a consigliere regionale) |
| 13 giugno 2006 | 16 maggio 2011 | Adriano Palozzi | Liste civiche di centrodestra | Sindaco | Scadenza naturale del mandato |
| 8 giugno 2005 | 30 giugno 2006 | Dott. Ferdinando Santoriello | Commissario straordinario | ||
| 23 aprile 2005 | 8 giugno 2005 | Dott. Ferdinando Santoriello | Commissario prefettizio | ||
| 10 giugno 2003 | 23 aprile 2005 | Dott. Ugo Onorati | Liste civiche di centrosinistra | Sindaco | Dimissione del Consiglio comunale |
| 23 aprile 2005 | 10 giugno 2003 | Dott. Fausto Gianni | Commissario prefettizio | ||
| 1º maggio 2000 | 24 giugno 2002 | Fabio Desideri | Liste civiche di centrodestra | Sindaco | Sciolgimento del Consiglio comunale |
| 24 giugno 1996 | 1º maggio 2000 | Rosa Perrone | Liste civiche di centrosinistra | Sindaco | |
| 5 luglio 1995 | 24 giugno 1995 | Dott. Achille Togna | Commissario prefettizio | ||
| 19 luglio 1993 | 5 luglio 1995 | Dott. Guglielmo Iozzia | Commissario prefettizio | ||
| 28 settembre 1991 | 19 luglio 1993 | Dott. Guglielmo Iozzia | Commissario prefettizio | ||
| 28 settembre 1991 | 19 luglio 1993 | Dott. Guglielmo Iozzia | Commissario prefettizio | ||
| 9 gennaio 1992 | 14 aprile 1993 | Rapo Abbondio | PSI | Sindaco | Dimissioni |
| 28 settembre 1991 | 9 gennaio 1992 | Giulio Santarelli | PSI | Sindaco | Dimissioni |
| 25 settembre 1990 | 28 settembre 1991 | Elio Giovannini | PSI | Sindaco | Dimissioni |
| 25 maggio 1990 | 24 settembre 1990 | Giulio Santarelli | PSI | Sindaco | Dimissioni |
| 13 ottobre 1989 | 25 maggio 1990 | Elio Giovannini | PSI | Sindaco | Scadenza naturale del mandato |
| 20 settembre 1988 | 7 luglio 1989 | Leonardo Massa | PSDI | Sindaco | Dimissioni |
Dal punto di vista politico, Marino ha rappresentato storicamente un laboratorio interessante.
Nel 1912, un'alleanza tra cattolici e socialisti contro il forte schieramento repubblicano portò all'elezione a sindaco di Luigi Capri Cruciani, che poi fu deputato nelle XXVIII e XXIX legislatura, Consigliere nazionale e Senatore nella XXX.
Nel 1944, all'indomani del passaggio delle truppe anglo-americane, fu nominato sindaco Zaccaria Negroni, cattolico, che assunse la guida morale della comunità nei momenti drammatici del secondo dopoguerra. Negroni fu in seguito eletto nelle liste della Democrazia Cristiana senatore nella II legislatura e deputato nella III. Dopo la sua morte nel 1980, nel 1997 è stato avviato il processo di beatificazione.
Fu proprio Negroni uno dei promotori, nel gennaio 1961, dell'esperimento della prima alleanza di centro-sinistra "organico" tra DC, PSI e PRI, per dare un sindaco a Marino dopo tre consultazioni elettorali (1956, 1958 e 1960) da cui non era uscita una maggioranza, circostanza che aveva determinato lo scioglimento del Consiglio comunale e la nomina di un commissario prefettizio. Fu individuato come sindaco della prima Giunta di centrosinistra il venticinquenne socialista Giulio Santarelli, che nei decenni seguenti sarà ripetutamente sindaco di Marino, presidente della Regione Lazio (1977-1983), deputato nella IX e X legislatura e sottosegretario di Stato al Ministero delle partecipazioni statali nei governi Goria e De Mita (1987-1989).
Un'altra figura politica rilevante della c.d. Prima Repubblica fu Lorenzo Ciocci, sindaco di Marino dal 1981 al 1983, deputato comunista nella IX legislatura subentrando nel seggio di Enrico Berlinguer dopo la sua morte improvvisa a Padova l'11 giugno 1984. Fu rieletto deputato nella X legislatura e terminò il mandato nelle fila del nuovo PDS.
Negli anni della c.d. Seconda Repubblica, Marino ha seguito o talvolta anticipato le dinamiche politiche nazionali, alternando Amministrazioni di centro-sinistra (1996 e 2003) e di centro-destra (2000, 2006, 2010, 2014, 2021). Nel 2016, la Città di Marino fu una delle prime realtà in Italia amministrate da esponenti del neonato Movimento 5 Stelle. La Giunta, guidata dal sindaco Avv. Carlo Colizza, rimase in carica fino alla scadenza naturale del mandato, nel 2021, trovandosi peraltro ad affrontare il difficile periodo della pandemia di COVID-19 in Italia.
Marino è gemellata con le seguenti città:
Storicamente, la più antica realtà calcistica fondata a Marino, nel 1923, fu la società Lepanto.
Dal 1993 opera la A.S.D. Città di Marino, che raggiunge la Serie D 2011-2012.
In passato il Marino Calcetto ha partecipato sei volte al campionato di Serie A (1990-1995; 1996/1997), ed ha vinto il campionato italiano di calcio a 5 1986-1987.
Polisportiva Evergreen A.S.D.
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