| TT299 Tomba di Inerkhau (vedi anche TT359) | |
|---|---|
| Civiltà | Antico Egitto |
| Utilizzo | tomba |
| Epoca | Periodo ramesside |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Località | Luxor |
| Scavi | |
| Data scoperta | 1922-23, poi 1927 |
| Archeologo | Karl Richard Lepsius, poi Bernard Bruyère |
| Amministrazione | |
| Patrimonio | Necropoli di Tebe |
| Ente | Ministero delle Antichità |
| Visitabile | no |
| Mappa di localizzazione | |
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TT299 (Theban Tomb 299) è la sigla che identifica una delle Tombe dei Nobili ubicate nell'area della cosiddetta Necropoli Tebana, sulla sponda occidentale del Nilo dinanzi alla città di Luxor, in Egitto. Destinata a sepolture di nobili e funzionari connessi alle case regnanti, specie del Nuovo Regno, l'area venne sfruttata, come necropoli, fin dall'Antico Regno e, successivamente, sino al periodo Saitico (con la XXVI dinastia) e Tolemaico.
TT299 era la tomba di:
| Titolare | Titolo | Necropoli | Dinastia/Periodo | Note |
|---|---|---|---|---|
| Inerkhau (titolare anche della TT359) | Caposquadra del Signore delle Due Terre nel Luogo della Verità | Deir el-Medina | Periodo ramesside (Ramses III-Ramses IV) | |
Padre del titolare fu Hay, a sua volta Caposquadra nel Luogo della Verità; Wabet, Cantatrice di Amon, fu il nome della moglie Nonno di Inerkhau era, verosimilmente, Qeh (TT360), mentre Huy (TT361) era un suo prozio.
TT299 appartiene all'ultimo periodo di realizzazione delle tombe; queste presentano decorazioni molto rare, ridotte e di minor qualità. Se un tale decadimento sia dovuto a minor qualità delle maestranze o a periodi di incertezza politica non è dato di sapere. A Inerkhau sono attestate due distinte tombe, la TT299 e la TT359. Per entrambe le sepolture, caso raro nel panorama delle tombe tebane, è noto il nome degli artisti che provvidero a decorarle: Hormin e Nebnefer. La TT359, molto malridotta, è tuttavia l'unica ancora accessibile e si ritiene fosse destinata ad accogliere i familiari mentre la TT299 era destinata allo stesso Inerkhau. Benché molto danneggiata e di difficile esplorazione per la presenza di una roccia di circa 20 t che incombe sulle strutture viciniori e sulla stessa TT299, è noto che la stessa era preceduta da un cortile di 9,15 x 6,90 m e presentava una facciata alta 4–5 m e un portico alto 1,65 m x 3,60 di larghezza. Dal cortile si accedeva a due locali oggi crollati e privi comunque di decorazioni; da questi si passava (1 in planimetria) a una cappella con tetto a volta in cui si apriva un pozzo verticale profondo 2 m che immetteva nell'appartamento sotterraneo di cui resta, oggi, solo un locale largo 2,75 m x 5,30 di lunghezza, per 2,5 di altezza. In questa camera, in cui gran parte dei dipinti parietali sono crollati, il defunto inginocchiato dinanzi a un certo numero di geni mummiformi (2), le dee Nut, Iside e Nephtys, nonché il dio Anubi in forma di sciacallo (3). Resti di architravi recanti testi e liste di offerte, provenienti dalla TT299, furono rinvenuti all'interno della TT217.