| TT338 Tomba di Maya, Cappella di Maia | |
|---|---|
| Civiltà | Antico Egitto |
| Utilizzo | tomba |
| Epoca | 1353–1292 a.C. (tarda XVIII dinastia) |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Località | Deir el-Medina (Luxor) |
| Dimensioni | |
| Altezza | 225 cm |
| Larghezza | 185 cm |
| Lunghezza | 145 cm |
| Scavi | |
| Date scavi | 1905 |
| Archeologo | Ernesto Schiaparelli |
| Amministrazione | |
| Patrimonio | Necropoli di Tebe |
| Ente | Ministero delle Antichità |
| Visitabile | si |
| Mappa di localizzazione | |
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La cappella funeraria di Maia (o Maya), in sigla TT338 (Theban Tomb 338), è una delle Tombe dei Nobili ubicate a Deir el-Medina, nell'area della cosiddetta Necropoli tebana, sulla sponda occidentale del Nilo dinanzi alla città di Luxor, in Egitto.
Destinata a sepolture di nobili e funzionari connessi alle case regnanti, specie del Nuovo Regno, l'area venne sfruttata, come necropoli, fin dall'Antico Regno e, successivamente, sino al periodo Saitico (con la XXVI dinastia) e Tolemaico.
La cappella, dopo essere stata smontata e ricostruita, è conservata presso il Museo Egizio di Torino.
TT338 era la tomba di:
| Titolare | Titolo | Necropoli | Dinastia/Periodo | Note |
|---|---|---|---|---|
| Maya | Disegnatore di Amon | Deir el-Medina | tarda XVIII dinastia | |
Unica notizia biografica ricavabile sul possessore della tomba Maia, disegnatore di Amon a Deir el-Medina alla fine della XVIII dinastia, è il nome della moglie Tamit (o Tamyt).

La cappella di Maia è costituita da un piccolo ambiente, smontato e ricostruito presso il Museo Egizio di Torino (cat. 07910); la numerazione in planimetria fa perciò riferimento a tale reperto. Le pareti sono costruite in mattoni di fango fresco e paglia, poi ricoperte di intonaco dipinto con tempera applicata a secco. Sulla parete a sinistra dell'ingresso, una prefica (1), la cui azione è rivolta verso la processione funeraria che si svolge su altra parete (2), su tre registri sovrapposti: la processione funeraria, uomini e buoi che trainano il sarcofago, scene di offertorio rivolte al defunto e alla moglie, scene del pellegrinaggio ad Abido. Sulla parete opposta (3), su due registri scene di offertorio al defunto e alla moglie, nonché tre barche. Sul fondo (4) i resti in due registri della coppia assisa e di prete che precede offerenti. Nello stesso Museo di Torino si trova anche una stele (cat. 1579) che, su tre registri, vede il defunto e la moglie in offertorio a Osiride e Hathor; tre figli e una figlia (nomi non indicati) in offertorio ai genitori e alcuni familiari..