| Civitavecchia comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Marco Piendibene (PD) dal 26-6-2024 |
| Data di istituzione | 108 |
| Territorio | |
| Coordinate | 42°06′N 11°48′E |
| Altitudine | 10 m s.l.m. |
| Superficie | 73,74 km² |
| Abitanti | 51 205 (31-5-2026) |
| Densità | 694,4 ab./km² |
| Frazioni | Aurelia, La Scaglia |
| Comuni confinanti | Allumiere, Santa Marinella, Tarquinia (VT) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 00053 |
| Prefisso | 0766 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 058032 |
| Cod. catastale | C773 |
| Targa | Roma o RM |
| Cl. sismica | zona 3B (sismicità bassa) |
| Cl. climatica | zona C, 1 085 GG |
| Nome abitanti | civitavecchiesi |
| Patrono | santa Fermina |
| Giorno festivo | 28 aprile |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Civitavecchia (IPA: /ˌtʃivitaˈvɛkkja/ Civitavècchia; Citavecchia in dialetto civitavecchiese) è un comune italiano di 51 205 abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio.
Affacciata sul mar Tirreno, la sua storia è legata alla marineria e al commercio, tanto che oggi il porto di Civitavecchia è tra i più importanti d'Italia, il primo scalo europeo per numero di crocieristi annui in transito.
Il villaggio, che poi diventò Civitavecchia, si sviluppò lungo la costa tirrenica in epoca etrusca. La città è situata in un territorio compreso tra il fiume Mignone a nord e il fiume Marangone a sud. Anche se non gode di grandi rilievi, la periferia è leggermente rialzata rispetto al resto dei quartieri. Inoltre vi sono numerosi fossi e piccoli canyon che partono dai vicini monti della Tolfa e sfociano a mare. La costa presenta numerose insenature e golfetti (cellae) con fondali rocciosi, le spiagge sabbiose invece sono presenti solo verso nord.
A nord di Civitavecchia scorre l'ultimo tratto del fiume Mignone che passa poi nella provincia di Viterbo per confluire infine nel mar Tirreno.
Centum Cellae (questo il nome latino che significa Cento [numerose] Celle) era all'epoca riferito, secondo quanto scrisse Plinio il Giovane per la prima volta in una lettera nel 107 d.C., a un luogo dove erano in corso grandi lavori per la costruzione del porto, nei pressi della villa dell'imperatore Traiano. Si può ipotizzare quindi che la città venne a compimento intorno al 110 d.C.
Numerose sono le ipotesi avanzate per spiegare l'origine del toponimo Centumcellae; si ritiene possa riferirsi al numero di insenature naturali che erano presenti sulla costa, oppure ai numerosi ambienti costruiti nella darsena per la raccolta merci, o ancora alle cento stanze della Villa Imperiale.
Nell'828, in seguito all'invasione distruttiva dei Saraceni, la popolazione lasciò il centro, rifugiandosi prima sui monti, poi in un nuovo sito chiamato "Cencelle" (per distinguerla dal primitivo), fino a quando non fece definitivamente ritorno nell'889 nella città d'origine, cambiandone il nome in Civitas Vetula (Città Vecchia) per distinguerla da Cencelle.
Il territorio di Civitavecchia fu certamente abitato fin da epoche antichissime. Presso il torrente Fiumaretta sono stati ritrovati punte di frecce e raschiatoi in silice di età neolitica. Nelle località di Mattonara, Malpasso e Torre Chiaruccia, l'erosione della costa ha riportato alla luce numerosi scarichi di capanne dell'età del bronzo e dell'età del ferro. Si tratta di popolazioni che certamente traevano dal mare i propri mezzi di sussistenza.
Il territorio dell'odierna Civitavecchia era abitato già in epoca preromana: Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia, menziona tra i popoli dell'antica Etruria gli Aquenses Taurini, localizzati presso il colle Ficoncella in prossimità delle Terme di Traiano, e i Castronovani, insediati lungo il torrente Marangone. La diffusa presenza di necropoli etrusche nell'area, tra cui quella della Mattonara, riferibile al VII-VI secolo a.C., e quella di Cava della Scaglia, attiva almeno dall'VIII al V secolo a.C., suggerisce l'esistenza di un insediamento anche in corrispondenza dell'attuale centro urbano. Gli studiosi concordano inoltre sulla presenza di un porto cellulare di epoca preromana, i cui resti erano ancora osservabili alla fine dell'Ottocento nei pressi del Forte Michelangelo.
La fondazione della città in senso proprio si colloca in età imperiale romana, attorno al 107 d.C., quando l'imperatore Traiano avviò la costruzione del porto e stabilì nelle vicinanze la propria residenza per seguirne direttamente i lavori. La prima attestazione del toponimo Centum Cellae compare in una lettera di Plinio il Giovane, che descrive la villa imperiale e i cantieri in corso; il nome, la cui interpretazione è ancora dibattuta tra chi lo riferisce alle insenature costiere e chi alle stanze della villa, rimase associato al luogo per tutta l'antichità. Centumcellae è poi menzionata nell'Itinerarium Maritimum, tra i porti e gli approdi del tragitto marittimo che da Roma conduceva in Provenza. I lavori del porto si conclusero intorno al 110 d.C. e la città assunse un impianto urbanistico romano, con il cardo massimo coincidente con l'attuale Corso Marconi. La vitalità del centro si mantenne anche nel tardo impero, come testimonia il poeta Rutilio Namaziano che, nei primi anni del V secolo, durante il suo viaggio marittimo verso la Gallia, si fermò a Centocelle e ne descrisse tanto l'attività portuale quanto l'accessibilità delle Terme di Traiano, ancora frequentate nonostante la distanza di tre miglia dalla città.
Tra il 537 e il 538 Civitavecchia passò sotto il controllo dell'Impero bizantino, sottratta ai Goti: Procopio di Cesarea ne sottolineò il valore strategico, evidenziando le dimensioni della città e l'efficienza del suo porto. Sotto la dominazione orientale la città dipendeva formalmente dal Duca di Roma, mentre il governo effettivo era esercitato da un Conte a capo della guarnigione locale, tra i quali Gregorio Magno menziona nei suoi Dialoghi un certo Teofanio, ricordato per la mitezza del suo amministrare. Il controllo bizantino si protrasse fino al 728, anno in cui la città passò allo Stato Pontificio. Papa Gregorio III fece restaurare le mura nel 740, e queste si rivelarono sufficienti a respingere un tentativo di occupazione longobarda nel 749, ma non bastarono a fronteggiare le successive incursioni saracene, che culminarono nella distruzione della città nell'828, preceduta da un primo saccheggio documentato tra la fine dell'813 e gli inizi dell'814 dalla penna di Eginardo, biografo di Carlo Magno.
Gli abitanti superstiti trovarono rifugio nelle boscose colline circostanti, finché nel 854 papa Leone IV consacrò un nuovo insediamento sui ruderi di un antico pagus etrusco, tra i Monti della Tolfa sulla sinistra del Mignone, destinato a perpetuare il nome di Centumcellae e a ospitare il vescovo con il titolo della diocesi originaria. Questo centro, munito di dieci torri e tre porte, prosperò come libero Comune assumendo gradualmente i nomi di Centocelle e poi Cencelle, e si estinse definitivamente solo nella seconda metà del XV secolo, in coincidenza con la scoperta dei giacimenti di allume nei Monti della Tolfa e il conseguente rilancio commerciale dell'antica città costiera, che intorno al 1072 ricompare nelle fonti come rocca sulle rovine del porto antico con il nome di Civita Vetula, da cui deriva il definitivo Civitavecchia. La leggenda del vecchio marinaio Leandro, che avrebbe convinto gli abitanti a tornare al mare dando origine al simbolo della quercia con le lettere OC, è una creazione romantica ottocentesca smentita dalle ricerche di Odoardo Toti e dalle indagini archeologiche di Letizia Pani Ermini, mentre quelle iniziali sono oggi più correttamente ricondotte al motto Ordo Centumcellensis, in memoria delle origini romane della città.

Sui primi secoli della città rinata le notizie sono assai scarse. Nell'XI secolo ebbero signoria su Civita Vetula il Conte Ranieri di Civitacastellana e il Monastero di Farfa. Il Pontefice Innocenzo II concesse Civita Vetula in feudo a Pietro Latro appartenente alla famiglia romana dei Corsi. I feudatari che ebbero più a lungo il possesso della città furono i Prefetti di Vico, ai quali fu inizialmente concessa la sovranità da Federico Barbarossa, poi confermata anche dal papa Urbano IV. A contendere la sovranità sul feudo ai Prefetti di Vico fu la nobile famiglia dei Romani, che esercitò il potere sulla Rocca prima di restituirlo a Giovanni di Vico nell'anno 1347 (Carlo Calisse, Storia di Civitavecchia). L'ultimo feudatario di Civitavecchia fu Giacomo Di Vico, il quale si unì ai Colonna contro il papa Eugenio IV. Nell'anno 1431 il pontefice inviò contro Giacomo l'esercito comandato dal cardinale Giovanni Maria Vitelleschi e composto dai migliori capitani di ventura dell'epoca: Fortebraccio, Ranuccio Farnese e Menicuccio dell'Aquila. Nonostante il numero soverchiante dei fedeli al Papa, la rocca di Civita Vecchia o Civita Vetula risultò inespugnabile e Giacomo Di Vico riuscì a trattare la resa, cedendo la città alle forze del papa per 4.000 fiorini d'oro.
La città sviluppò proprie istituzioni comunali, documentate da una prima traduzione in volgare degli statuti risalente al 1451, con a capo un Visconte quadriennale affiancato da un Camerlengo e da due consiglieri, ma la definitiva affermazione del potere pontificio su Civitavecchia, sancita dalla vittoria di Eugenio IV su Giacomo Di Vico, aprì una stagione di rinascita urbana: Nicola V restaurò le mura nel 1455 e Sisto IV dotò la città di un acquedotto.
Fu però Giulio II a imprimere il maggiore slancio costruttivo, avviando i lavori della fortezza progettata dal Bramante, completata nel 1535 da Michelangelo per volere di Paolo III con la realizzazione della parte superiore del maschio esagonale. Nel 1522 i Cavalieri Ospitalieri si stabilirono in città dopo la cacciata da Rodi, vi rimasero fino al 1530 e da Civitavecchia partirono nel 1535, con la benedizione di Paolo III, le flotte veneziana, genovese e spagnola dirette contro i pirati di Tunisi. Per tutto il Cinquecento la città fu oggetto di imponenti lavori di difesa, tra cui le mura del Sangallo, avviate nel 1515 e terminate nel 1555, mentre Sisto V istituì nel 1588 la flotta pontificia permanente e una serie di pontefici, da Clemente VIII a Urbano VIII, contribuì a riportare il porto all'efficienza perduta con la caduta dell'Impero romano.
Nel Seicento Alessandro VII dotò Civitavecchia di un grande arsenale, indispensabile alla flotta impegnata contro la pirateria e l'espansionismo ottomano, e la popolazione triplicò nel giro di un secolo passando da mille a tremila abitanti; nel 1693 la città ottenne lo statuto ufficiale di città, mentre Innocenzo XII promosse il ripristino dell'antico acquedotto traianeo, lungo trentacinque chilometri, inaugurato nel 1696. Nei primi decenni del Settecento Civitavecchia divenne sede di governatore e capoluogo di provincia, ma le istituzioni comunali rimasero quelle rinascimentali fino alla Restaurazione. Con l'occupazione francese del 1798 la città fu coinvolta nelle vicende napoleoniche, ospitando l'imbarco della divisione del generale Desaix verso l'Egitto, e nel 1799 resistette per oltre un mese all'assedio delle truppe del generale Merlin, ottenendo infine una resa onorevole. L'annessione all'Impero francese nel 1809 portò nuovi impulsi istituzionali, con la creazione del Tribunale, della Camera di Commercio e di una stazione meteorologica.
Con la Restaurazione e il ritorno di Pio VII nel 1814 si consolidarono ulteriormente le istituzioni locali, mentre Leone XII ripristinò la cattedra vescovile soppressa dalla caduta dell'antica Centumcellae e Gregorio XVI promosse la costruzione di importanti edifici pubblici, tra cui il Teatro Traiano. La città, animata da sentimenti liberali, aderì prontamente al Risorgimento, issando il tricolore sul Forte Michelangelo il 9 febbraio 1849 alla proclamazione della Repubblica Romana, salvo vedere spente le proprie speranze il 24 marzo successivo con lo sbarco delle truppe francesi del generale Oudinot, incaricate di ristabilire il potere pontificio. L'ultimo ventennio di governo papale fu segnato da rilevanti opere pubbliche, tra le quali la linea ferroviaria Civitavecchia-Roma, inaugurata nel 1859.
Il 16 settembre 1870, quattro giorni prima della Breccia di Porta Pia, gli italiani guidati da Nino Bixio, fecero il loro ingresso in città tra ali di folla plaudente. Civitavecchia divenne così definitivamente italiana. È la fine del potere ultra millenario dei papi, risalente (sia pur con qualche discontinuità) all'anno 728 d.C.
Durante la seconda guerra mondiale Civitavecchia subì una devastazione di proporzioni eccezionali, con settantasei bombardamenti aerei compresi tra il maggio 1943 e il giugno 1944 che distrussero il novantacinque per cento degli edifici pubblici e privati, tra cui la cattedrale, il quartiere medievale e l'antica Rocca. Il primo raid, il 14 maggio 1943, causò circa quattrocento morti e più di trecento feriti, rese inagibile il porto e interruppe i collegamenti ferroviari, costringendo la popolazione ad abbandonare la città e il municipio a trasferirsi a Santa Marinella. Le conseguenze economiche erano già gravi prima dei bombardamenti, con il traffico portuale crollato da un milione di tonnellate nel 1938 a trentanovemila nel 1944 e una crisi alimentare che aveva reso i generi di prima necessità scarsi e inaccessibili. La tradizione antifascista della città aveva radici profonde negli Arditi del Popolo, fondati nel 1921 dal civitavecchiese Argo Secondari, una formazione che aggregava anarchici, comunisti, socialisti e operai e la cui bandiera assunse valenza simbolica nazionale nella resistenza al fascismo. Con l'arrivo degli alleati la ricostruzione prese avvio in condizioni di estrema difficoltà, aggravate dalla presenza di profughi e dalla scarsità di risorse, e si protrasse per decenni senza mai giungere a completo compimento.
L'8 marzo 1999 Civitavecchia ha ricevuto la Medaglia d'oro al Valor civile, per i sacrifici delle sue popolazioni e per i danni alla città.

Lo stemma della Città di Civitavecchia ha la seguente blasonatura:
L'origine dello stemma tra la fantasia popolare, la leggenda e la tradizione si fa risalire al memorabile avvenimento, dopo il quale gli abitanti di Centumecellae fecero ritorno al vecchio sito di origine, essendosi rifugiati per alcuni decenni su un sito collinare a causa dell'invasione saracena.
La tradizione narra di un'assemblea del popolo, all'ombra di una quercia, affinché venisse presa una decisione: se tornare tra i ruderi della vecchia città o rimanere nella nuova patria. Qui si fece notare un vecchio marinaio, di nome Leandro, il quale volse in suo favore tutte le menti, facendo decretare all'unanimità il ritorno alla vecchia patria. Lo stemma ricorda il memorabile avvenimento con la quercia su fondo azzurro e con le lettere O.C. (l'Ottimo Consiglio dato da Leandro).
In verità lo stemma cittadino nel XVII secolo raffigurava santa Fermina ma nel primo quarto del '700 compare, per quanto se ne sappia, per la prima volta, la Quercia con le lettere C.O. che nel 1740 in una stampa dello Scotto sono invertite (O.C.), disposizione che si generalizza nella prima metà dell'Ottocento. La Commissione Araldica Nazionale sul finire dell'Ottocento presieduta da Giuseppe Tomassetti chiaramente esplicita che le due lettere sono abbreviazione del motto Centumcellensium Ordo.
Altre fonti posteriori citano che le lettere O.C. non significano Ottimo Consiglio come vorrebbe la tradizione popolare, bensì sono le iniziali del motto Ordo Centumcellensis, a ricordo delle origini romane della città marinara, se non il motto Orbis Centumcellensis che compare in una omelia di san Gregorio Magno.

Il gonfalone è un drappo di giallo. Lo stemma e il gonfalone attuali sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 29 dicembre 1995. Il motto era stato concesso insieme a un precedente stemma con regio decreto del 16 agosto 1900.
La città di Civitavecchia è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della medaglia d'oro al merito civile e della medaglia d'argento al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale:
Il centro storico della città è ben conservato e molto apprezzato dai turisti, nonostante molti dei monumenti storici siano stati distrutti dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.


Il porto antico della città, nonostante le modifiche apportate nel corso dei secoli e i bombardamenti del 1943, rappresenta un'importante opera architettonica, come testimoniano alcune opere in esso contenute:
Detto anche cimitero vecchio, è uno dei due attuali cimiteri della città, situato su via Aurelia nord.


Il lungomare storico è rappresentato dal tratto centrale di Viale Garibaldi, dove sorgono alberghi, ristoranti e numerosi bar. Un altro tratto molto frequentato, soprattutto nella stagione estiva, è il tratto del Pirgo, posto verso sud. Negli ultimi anni il lungomare è stato interessato da lavori di riqualificazione che hanno ampliato la zona pedonale a disposizione, facendo nascere la zona detta La Marina.

Terme molto apprezzate dai civitavecchiesi e dai romani, prendono il nome di Ficoncella, l'albero di fico situato tra le vasche.
Le Terme hanno conservato la loro antica struttura, fatta di vasche in pietra all'aperto da cui si può ammirare il panorama delle vallate sottostanti e del mare da una parte, dei Monti della Tolfa dall'altro. Le acque della Ficoncella sono acque solfato-calciche che superano i 40º, utili per trovare sollievo a artropatie, dermatiti e allergie.
Abitanti censiti

Al 31 dicembre 2023 vivevano nel comune 3 064 stranieri, pari al 5,89% della popolazione, percentuale inferiore alla media regionale e nazionale.
Il comune è sede di una università agraria, un ente di gestione e mantenimento del patrimonio della collettività, erede di istituzioni medievali di autogoverno agrario
Civitavecchia è sede di varie scuole elementari e medie e di un numero rilevante di complessi scolastici per le scuole superiori che al loro interno contengono, a volte, scuole differenti.
Tra gli indirizzi presenti si trova: istituto professionale Alberghiero; i licei: Artistico, Scienze umane, Scienze umane opzione Economico Sociale, Scienze umane indirizzo Socio-sanitario, Classico, Classico delle comunicazioni, Linguistico, Musicale, Scientifico, Scientifico Scienze Applicate, Scientifico a indirizzo Sportivo, Musicale; gli istituti tecnici per: Geometri, Ragionieri, Turistico, Tecnico Industriale settore Meccanica, Elettronica ed Elettrotecnica e Informatica, Nautico, Chimica e Biotecnologie, Industria e Artigianato settore Moda.
Civitavecchia è una delle sedi del concorso scolastico internazionale Olimpiadi della Cultura del Talento.
A Civitavecchia l'università La Sapienza di Roma, l'università della Tuscia di Viterbo e l'ITS Academy Fondazione Giovanni Caboto di Gaeta offrono alcuni corsi di laurea.

Oggi a Civitavecchia è presente la redazione di un solo quotidiano, che è il giornale della città:La provincia di Civitavecchia. Degli altri due storici quotidiani che avevano una redazione in città, Il Messaggero e Il Tempo, solo il primo mantiene una edizione locale con la cronaca di Civitavecchia. Sono presenti diverse testate telematiche dalla prima,Civonline.it, fondata nel 1999, a TRCgiornale.it,Centumcellae.it, eBIGnotizie.it.
A Civitavecchia hanno sede due emittenti televisive, una locale Telecivitavecchia, nata nel 1979 da una costola di Radio Civitavecchia e visibile in tutta la città. L'altra Mecenate TV nata il 23 gennaio 2016 che trasmette sul canale 815, in tutto il Lazio, per 10 ore di diretta al giorno, poi nel 2018 assunta dalla stessa TRC.
Elenco delle principali serie televisive girate in toto o in parte a Civitavecchia:
A Civitavecchia hanno sede le emittenti radiofoniche locali Radio Stella Città, su radiowww.it (archiviato dall'url originale il 2 maggio 2009), fondata nel 1976, Idea Radio, Radio Blue Point e Radio Civitavecchia, su radiocivitavecchia.org (archiviato dall'url originale il 25 giugno 2009).

Elenco dei principali film girati in toto o in parte a Civitavecchia:
La Cittadella della Musica è un complesso multifunzionale realizzato per ospitare eventi musicali e culturali di varie tipologie; è stato inaugurato il 19 dicembre 2009 alla presenza del Maestro Ennio Morricone a cui è stata dedicata la sala più grande del complesso.
La struttura è stata ricavata recuperando l'edificio storico della ex Infermeria Presidiaria situato in pieno centro cittadino.
Durante l'arrivo dell'Epifania e nel giorno di Santa Fermina si organizzano mercatini per tutto il lungomare.
Il comune comprende tre frazioni: Aurelia nei pressi dell'autostrada e La Scaglia, dove sorgeva l'omonimo centro commerciale, ormai acquisito dalla multinazionale francese Leclerc, e Campo dell'Oro, quartiere alla periferia della città chiamato così perché un tempo totalmente ricoperto da distese di spighe di grano.
Civitavecchia è stata suddivisa in quattro circoscrizioni:
La legge finanziaria 42/2010 ha disposto l'abolizione delle circoscrizioni amministrative nei comuni con un numero di residenti inferiore a 250 000.

L'economia è basata principalmente sul porto e su una recente attività turistica di passaggio, poiché è uno scalo d'obbligo per arrivare a Roma per chi arriva tramite traghetto. Vi è anche una modesta attività peschereccia.
La città è sede di due centrali termoelettiche, una a ciclo combinato (gas metano) di proprietà di Tirreno Power e un'altra recentemente convertita per l'utilizzo del carbone come combustibile, facendo di Civitavecchia il cantiere più importante di Europa.
Per anni Civitavecchia ha fondato la propria economia in dipendenza delle grandi centrali termoelettriche ENEL (Torrevaldaliga Nord e Sud) presenti sul proprio territorio. Soltanto nell'ultimo decennio il porto, che vanta una posizione geografica strategicamente vantaggiosa per l'incremento dei traffici marittimi, ha sviluppato tutta una serie di attività, che grazie agli ingenti finanziamenti provenienti dallo Stato e dalla Regione Lazio, hanno consentito allo scalo marittimo di affermarsi a livello nazionale e internazionale. Oggi Civitavecchia è il primo Porto nazionale e il secondo in ambito europeo dopo Barcellona per traffico crocieristico (1.850.000 passeggeri previsti nel 2009 pari al 21,8% dell'intero traffico nazionale - fonte Cemar). Di assoluta importanza sono le "Autostrade del Mare" che per la movimentazione delle merci rappresentano l'alternativa al trasporto su gomma generando notevoli risparmi di spesa e di energie: esempi emblematici sono rappresentati dai collegamenti Civitavecchia-Palermo e Civitavecchia-Messina, che consentono a molti autotrasportatori di evitare la problematica Salerno-Reggio Calabria. Il Porto di Civitavecchia si è inoltre affermato tra i grandi armatori di navi da crociera quale porto di accesso alla città di Roma. Moltissimi sono i turisti che scelgono le crociere nel Mediterraneo e fanno scalo a Civitavecchia per poi visitare la Città eterna. Il porto di Civitavecchia può godere altresì di un entroterra storicamente interessante: si possono visitare le città etrusche di Tarquinia e Cerveteri e Viterbo, la città dei Papi, tutte distanti pochissimi chilometri.
Il porto di Civitavecchia potrà affermarsi anche come porto commerciale se tutti i progetti attualmente in cantiere saranno realizzati: l'interporto, la darsena grandi masse, il terminal container e le fondamentali opere come l'autostrada (o il potenziamento della S.S. Aurelia) Civitavecchia-Livorno e la superstrada Civitavecchia-Orte, per la quale manca soltanto la tratta Tarquinia-Monte Romano.
Presenti anche importanti aziende come Mondo Convenienza (settore mobili per casa), Molinari e il "Centro Moda Carabetta" operante nel ramo abbigliamento.
Presenta anche Aquafelix,il parco acquatico più grande del centro Italia.
Il comune è interessato dalle seguenti infrastrutture stradali:
La città, posta lungo la ferrovia Tirrenica, è servita dalla stazione di Civitavecchia. Nel territorio comunale in passato sono state attive la stazione di Aurelia della ferrovia Civitavecchia-Orte e la stazione di Civitavecchia Marittima (capolinea per il traghettamento Civitavecchia-Golfo Aranci).
Il Porto di Civitavecchia, scalo marittimo di Roma, è tra i più importanti d'Italia, nonché il primo scalo europeo per numero di crocieristi annui in transito.
A Civitavecchia il servizio autobus di trasporto urbano è gestito da CSP (Civitavecchia Servizi Pubblici), mentre il servizio extraurbano da COTRAL.
Nel 1949 cedette la frazione di Ladispoli al comune di Cerveteri.
Il 4 ottobre 1949 Santa Marinella e Santa Severa si distaccano da Civitavecchia diventando Comune autonomo.
Le squadre di calcio di Civitavecchia militano nei campionati dei dilettanti del Lazio:
Dal 26 marzo 2012 a Civitavecchia è attiva la Cv Skating, che oggi gestisce il pattinodromo comunale "Indra Mercuri", in memoria di un atleta scomparso tragicamente in un incidente stradale il 28 dicembre 2008. Il club organizza corsi di pattinaggio in line, pattinaggio artistico e hockey in line. La prima squadra milita in serie A (stagione 2017-18): molto florido e partecipato il settore giovanile.
Civitavecchia conta su una squadra femminile e una maschile di pallamano, la Handball Flavioni.
Civitavecchia conta una società sportiva:
La società principale è la Civitavecchia Rugby Centumcellæ, società dotata di impianto proprio, lo stadio "Moretti-Della Marta". Attualmente la prima squadra milita nel campionato di serie A, dopo il ripescaggio avvenuto nel 2019.
Presso i campi del Tennis Club DLF (Dopolavoro Ferroviario) si è svolto per anni un torneo di tennis femminile (singolare e doppio) con tenniste dalla 100ª posizione del ranking in giù, che si teneva di solito nel mese di aprile.
Nello stesso impianto viene svolta una manifestazione internazionale di tennis in carrozzina.
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